Circumvesuviana, Fico e Casillo si sono accorti che non è così facile mandare De Gregorio via dall’Eav

Era facile a parole e durante la campagna elettorale. Ma ora la partita dei trasporti in Regione Campania si dimostra politicamente molto più complicata del previsto per Roberto Fico e Mario Casillo, rispettivamente presidente dell'Ente e vice con delega ai Trasporti. Il primo scoglio è l'Eav, Ente Autonomo Volturno, macchina elefantiaca dei trasporti tra Napoli e provincia, gestore dei trasporti su ferro flegrei (Cumana e Circumflegrea) ma soprattutto della Circumvesuviana, la rete che collega la città capoluogo con la Penisola Sorrentina, l'area Vesuviana e quella Nolana, il vettore che da anni ormai campeggia tra i primi 3 in Italia nella classifica di Legambiente per la pessima qualità del servizio. Sulla graticola, ormai da giorni, c'è Umberto de Gregorio, capo di Eav durante le due legislature di Vincenzo De Luca in Regione Campania.
Col cambio a Palazzo Santa Lucia uno dei primi nodi da affrontare era e resta quello dei trasporti. Fico si è speso molto in campagna elettorale sull'argomento e i campani si attendono decisioni dopo le promesse. La trita espressione «necessità di un cambio di passo» è vera: Fico vuole segnare un punto di discontinuità con precedente inquilino della Regione. Tutto si stava riducendo in questi giorni al presidente di Eav come "prima testa a saltare" per poi ricominciare con un nuovo management. Ma evidentemente il piano non potrà essere così lineare.
De Gregorio non vuole fare da capro espiatorio senza tirare in ballo il Pd
Perché far saltare l'attuale presidente dell'Ente Autonomo Volturno non è facilissimo? Anzitutto perché De Gregorio non molla. Anche se nei giorni scorsi ha offerto a mezzo stampa le dimissioni al neo governatore, non ci sta a finire il decennio da manager come Benjamin Malaussène, il capro espiatorio per eccellenza nei romanzi di Daniel Pennac. Il commercialista napoletano – che ha dalla sua una spiccata propensione alla comunicazione – ha iniziato a farsi intervistare un po' ovunque.
La sintesi del suo discorso? Prima di gridare al disastro guardate da dove partivo. E poi: se proprio volete chiamarlo disastro ricordatevi che nel corso degli ultimi dieci anni l'azionista di Eav, ovvero la Regione Campania, era governata principalmente dal Partito Democratico. Perché non aprire una discussione che coinvolga anche le responsabilità politiche? Le interviste hanno indispettito sia Palazzo Santa Lucia che il Pd ma hanno acceso un campanello d'allarme nel nuovo governo regionale: se si inizia ad aprire il capitolo dei problemi lasciati dalla precedente gestione si apre un fronte di conflitto ulteriore coi deluchiani e il loro leader, l'ex presidente.
Tanto più che alcuni protagonisti della gestione dei trasporti campani siedono ora in Consiglio regionale. Il riferimento è a Luca Cascone, ex assessore-ombra dello ‘sceriffo', eletto in "A testa alta" che ancora difende Circum e «i risultati ottenuti». Vale a dire: De Gregorio non è proprio senza copertura politica nella maggioranza.
Gli incontri di De Gregorio: prima Casillo, poi Fico. E no alla successione "soft"
Quando De Gregorio, qualche giorno fa, ha incontrato il vicepresidente Mario Casillo e ha capito che gli stavano preparando sostanzialmente una successione soft ha iniziato a puntare i piedi chiedendo di essere ricevuto dal governatore, cosa poi effettivamente avvenuta venerdì.
Il sunto ufficiale è in cinque righe di comunicato stampa ma, da quel che si sa, Fico ha rinfacciato al capo di Eav varie cose. Non è solo il primato nel rapporto di Legambiente sui treni-carretta, la quotidiana lista di cancellazioni e ritardi, le proteste sulla manutenzione da parte dei pendolari, la vergogna dei treni nuovi ordinati in Spagna e non ancora arrivati, è anche il far scivolare le questioni esclusivamente sul piano politico e non sulla gestione dell'azienda, cosa di cui de Gregorio ha diretta responsabilità dal luglio 2015. Una doppia responsabilità: al momento egli infatti ricopre il doppio ruolo di presidente e direttore generale di Eav; il suo compenso nel 2024 è stato pari a 182 mila euro lordi. Anche quest'aspetto è sul tavolo.
Le vie d'uscita dallo stallo alla messicana di Eav
La Regione sta esaminando il contratto di De Gregorio in Eav per valutare le opzioni future. Il manager a mezzo stampa aveva lamentato quanto fosse tutto sulle sue spalle e qualcuno ha letto la dichiarazione come un: «disponibile al ridimensionamento». Quel che scotta è soprattutto la figuraccia nazionale del ritardo nella consegna di 56 nuovi treni della Circumvesuviana, acquistati con gara avviata nel 2019, ovvero sette anni fa.
Finora solo 3 convogli sono arrivati alle officine Eav e da Valencia è stata comunicata la consegna di altri 12 treni entro giugno. In una delle sue interviste di autodifesa De Gregorio ha associato il ritardo dei treni al caso della Linea 6 della metro di Napoli, inimicandosi ulteriormente anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi: la vicenda della Linea 6 va avanti da decenni, da molto prima della consiliatura di Manfredi, il contratto dei treni Circum l'ha firmato De Gregorio.
Ora è allo studio una missione dell'Ente Autonomo Volturno in Spagna per parlare coi vertici dell'azienda produttrice dei convogli; il vicepresidente Casillo ha manifestato l'intenzione di partecipare. Parteciperà anche Fico, dicono alcuni, ma è per ora tutto da vedere. Fico andrà ammesso che vi sia qualcosa da "portare a casa": in caso di generiche rassicurazioni o di un buco nell'acqua la missione si trasformerebbe in una scena comica, alla Totò e Peppino.