Circumvesuviana non vuole lamentele di pendolari e satira online col suo nome: Eav diffida Facebook e i gestori di pagine social
L'Eav è nota per il suo mini-esercito di avvocati, impegnati su più fronti. Da oggi i legali dell'azienda di trasporto regionale che gestisce Circumvesuviana e linee flegree hanno un altro fascicolo sulla scrivania: è una diffida, nientepocodimeno che a Meta, il colosso del social di Mark Zuckerberg, proprietario di Facebook, Instagram e Whatsapp e agli amministratori di un gruppo di pendolari della Circumvesuviana e di una pagina di satira molto nota sulle peripezie di coloro che, sporadicamente o quotidianamente, scelgono i mezzi Eav.
È tutto nero su bianco: La diffida è datata 16 settembre 2026, in forza di una procura conferita dall'amministratore unico di Eav nonché legale rappresentante Pietro Diamantini. I destinatari sono tre. C'è Meta Platforms Ireland Limited, la società che gestisce Facebook. C'è Salvatore Ferraro, amministratore del gruppo «Circumvesuviana – EAV – la voce dei pendolari vesuviani», il cui numero di iscritti è rilevato al 10 agosto. E c'è Giovanni Masturzo, il giovane titolare della pagina «Circumvesuviana. Guida alle soppressioni e ai misteri irrisolti», definita nell'atto «autoproclamata satirica».
Qual è l’oggetto del contendere? Una premessa è necessaria: a Diamantini questi cahiers de doléances digitali non sono mai piaciuti. Fin dall’inizio aveva espresso più volte giudizi critici, soprattutto per la presenza di insulti e commenti sopra le righe da parte di utenti occasionali che, inevitabilmente, finiscono per comparire nelle discussioni. Ora l'azienda passa alle carte bollate.
La tesi dei legali Eav sul gruppo dei pendolari è che la sequenza «Circumvesuviana – EAV» richiami quella di un canale istituzionale. Secondo l'atto, il titolo è «idoneo a ingenerare nell'utente medio la percezione che il gruppo sia gestito, autorizzato, sponsorizzato o comunque ufficialmente riconosciuto da EAV». Per questo a Ferraro viene chiesto di eliminare l'acronimo, di cambiare la denominazione e di pubblicare in evidenza una dichiarazione che il gruppo non è ufficiale né affiliato all'azienda.
Più articolata la posizione di Masturzo, autore peraltro di un divertente libro, "Racconti Vesuviani". Secondo la diffida il disclaimer «pagina satirica», che compare nella sezione informazioni, non basta a escludere il rischio di confusione. Ad aggravare il quadro, per EAV, c'è la promozione del volume sulla stessa pagina, che sfrutterebbe la notorietà del nome del servizio. Al giovane viene chiesto di smettere di usare «Circumvesuviana» come elemento identitario e promozionale, di togliere i contenuti che pubblicizzano il libro e di dichiarare l'assenza di rapporti con Eav.
A Meta la società di Porta Nolana chiede di verificare tutte le pagine, i gruppi e i profili che usano «EAV»; «Ente Autonomo Volturno» e «Circumvesuviana», anche quelli non elencati nell'atto. Le richieste sono di limitarne la visibilità nelle more della verifica, di imporre la rimozione dell'acronimo, di impedire che il nome torni con un semplice cambio di username e di conservare i dati degli amministratori.
Il termine per rispondere è di cinque giorni dal ricevimento. In caso contrario, scrive l'avvocato, Eav «agirà senza ulteriore avviso« in via d'urgenza, chiedendo anche una penale di 500 euro per ogni giorno di inosservanza, la pubblicazione del provvedimento e il risarcimento dei danni, compreso quello all'immagine.
A quanto consta a Fanpage sia i pendolari che il titolare della pagina di satira hanno già cambiato i nomi delle loro presenze digitali dedicate alla Circum. Sostanzialmente nessuno vuole ingaggiare una battaglia legale con una azienda che ha un potente ufficio legale e spende milioni di euro in avvocati.
Ora quale sarà il contraccolpo? Sicuramente un irrigidimento dei rapporti fra associazioni di pendolari e azienda, nonostante proprio nei mesi scorsi la Regione Campania nel nuovo corso Roberto Fico-Mario Casillo avesse riaperto al dialogo convocando la Consulta Mobilità bloccata da anni durante la gestione di Vincenzo De Luca e Luca Cascone. «Si preparino ad altri tipi di segnalazioni e a richieste di accesso civico agli atti» spiega a Fanpage uno degli organizzatori del pendolarismo metropolitano partenopeo.