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Centri per l’Impiego in Campania, i sindacati si spaccano. Cisl e Uil contro la Cgil: “Fa allarmismo”

Sui centri per l’impiego in Campania i sindacati si spaccano. Cisl e Uil: “Il tema vero è fare nuove assunzioni di personale”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Sui Centri per l'Impiego in Campania, quelli che dovrebbero aiutare i cittadini a trovare lavoro, i sindacati si spaccano. Cisl Fp e Uil Fpl si schierano compatte contro la Cgil Fp che pochi giorni fa aveva criticato la neo-assessora Angelica Saggese e la giunta del neo-governatore Roberto Fico, denunciando in una nota: "Disorganizzazione, carichi di lavoro insostenibili e ritardi negli adempimenti contrattuali nei Centri per l'Impiego della Campania". A stretto giro arriva la replica degli altri due sindacati che in una nota del 18 marzo firmata dai coordinatori regionale Aniello Salzano (Cisl Fp) e Riccardo D’Amore (Uil Fpl) "respingono con fermezza le ricostruzioni diffuse in queste ore dalla CGIL sui Centri per l’Impiego della Regione Campania e sul tema delle risorse decentrate del personale regionale" e parlano di "allarmismi infondati sul salario e contraddizioni sulle assunzioni nei Centri per l’Impiego".

Secondo Cisl e Uil le affermazioni della Cgil "non corrispondono a quanto emerso negli incontri istituzionali e rischiano soltanto di generare allarmismo e preoccupazione tra i lavoratori su questioni che non sono mai state oggetto di informativa ufficiale né di confronto sindacale". "Nel corso dell’incontro con l’Assessora al Lavoro e alla Formazione e con la Direzione generale competente – sostengono i due sindacati – nessuna indicazione è stata fornita in merito a presunte ricadute sul fondo delle risorse decentrate o sul salario accessorio dei dipendenti regionali a causa di nuove assunzioni. Attribuire a quell’incontro scenari o valutazioni che non sono mai stati espressi significa fornire una rappresentazione non corrispondente alla realtà".

Cisl e Uil: "Rilancio possibile solo con le assunzioni"

I due sindacati evidenziano quella che a loro giudizio sarebbe una "contraddizione". "Proprio mentre si denunciano carichi di lavoro eccessivi nei Centri per l’Impiego con ricadute sullo stress lavoro-correlato – scrivono – si mette in discussione o si cerca di delegittimare il piano di potenziamento e rafforzamento dei servizi per il lavoro che prevede centinaia di nuove assunzioni finanziate con risorse statali. È bene ricordare che il mancato completamento del piano assunzionale nei Centri per l’Impiego comporta per la Regione Campania la perdita di decine di milioni di euro l’anno, risorse destinate proprio al rafforzamento dei servizi per il lavoro. In una regione come la Campania, caratterizzata da elevati livelli di disoccupazione, mettere in discussione o rallentare queste procedure significa oggettivamente indebolire il sistema pubblico delle politiche del lavoro".

"Le nuove assunzioni – concludono – risultano, inoltre, indispensabili anche per compensare l’ampio turn over registratosi negli ultimi anni, con numerosi pensionamenti che hanno progressivamente ridotto gli organici dei Centri per l’Impiego. Denunciare carichi di lavoro insostenibili e allo stesso tempo mettere in discussione le assunzioni necessarie a ridurli è una contraddizione evidente". "Il rafforzamento dei Centri per l’Impiego, con nuove assunzioni, investimenti nelle sedi e una riorganizzazione dei servizi – concludono – rappresenta un passaggio necessario per migliorare le condizioni di lavoro del personale e la qualità dei servizi ai cittadini".

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