Caro carburanti, a Napoli gasolio fino a 2,3 euro al litro. Le associazioni: “Stop speculazioni”

A Napoli e in provincia diesel fino a quasi 2,3 euro al litro. Nonostante il calmiere imposto dal Governo, i prezzi dei carburanti restano sopra i 2 euro al litro, mentre la benzina oscilla tra 1,7 e 1,8 euro. L'associazione Abaco denuncia una "speculazione sistemica sui prezzi. È necessaria una regia pubblica sull'energia e misure drastiche contro il carovita".
In questi ultimi giorni, in numerose regioni italiane, la Guardia di Finanza sta conducendo controlli a tappeto lungo l’intera filiera della produzione e distribuzione dei carburanti per scongiurare che qualcuno possa approfittare della situazione internazionale per speculare sui prezzi. "L’operazione – commenta l'associazione – scaturisce dall'esposto presentato dai presidenti regionali di Abaco grazie al lavoro dell’avvocato Vincenzo Perticaro, per denunciare la dinamica speculativa che, sfruttando la crisi internazionale e la contrazione degli approvvigionamenti, avvantaggia esclusivamente i colossi del settore energetico".
Abaco: "Aumenti del 65 per cento sui carburanti"
Secondo l'associazione, l’analisi del mercato condotta tra febbraio e marzo evidenzierebbe "una grave distorsione: a fronte di un’impennata del greggio del 65%, i prezzi alla pompa sono saliti immediatamente sopra i 2 euro al litro, rimanendo però immobili quando le quotazioni sono scese. Questo meccanismo dimostra come le aziende non prezzino il costo reale del prodotto, ma incorporino margini di profitto arbitrari e il rischio d’impresa. Tale strategia ha di fatto annullato il beneficio del taglio delle accise di 25 centesimi deciso dal Governo: le imprese hanno incamerato il bonus come extra-profitto, mentre lo Stato finanziava la misura riducendo di 86 milioni di euro il fondo per la sanità pubblica".
Abaco afferma che "il 12% delle famiglie è in povertà energetica e ha una spesa media per le bollette di 1.400 euro annui". Per questo, l'associazione chiede che "l’energia torni sotto una regia pubblica per eliminare le rendite di posizione delle compagnie private. Nell'immediato, si rendono necessarie misure di protezione sociale come una moratoria sui distacchi delle utenze per morosità, l'istituzione di un "minimo energetico" garantito di 2 kWh di elettricità e 1 smc di gas al giorno, e l'innalzamento della soglia ISEE per i bonus energetici a 35.000 euro per salvaguardare il potere d'acquisto di lavoratori e pensionati".
Abaco chiede "un incontro al Governo, in particolare ai Ministri Urso e Pichetto Fratin, per l'attuazione di misure drastiche e non più rinviabili: l’azzeramento dell'IVA sui beni primari, la definizione di un "paniere popolare" con prezzi indicizzati ai valori pre-crisi e una tassazione al 100% degli extraprofitti rivolta all'intera filiera energetica".