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5 Novembre 2021
12:12

Cani rinchiusi tra rifiuti e sporcizia, arrivano i carabinieri: salvati 19 meticci

Sono 19 i cani salvati dai carabinieri a Cellole, nel Casertano, tra cui due gravide e cinque cuccioli: erano tenuti tra sporcizia e rifiuti, in condizioni tali che erano finiti anche per essere affetti da parassiti e perdita di pelo. Trovati anche due cardellini in gabbia che, in quanto specie protetta, non possono essere tenuti in ogni caso.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Uno dei cani salvati dall’intervento dei Carabinieri a Cellole, in provincia di Caserta.
Uno dei cani salvati dall’intervento dei Carabinieri a Cellole, in provincia di Caserta.

Diciannove cani sono stati salvati dai carabinieri a Cellole, nel Casertano. Erano tenuti in condizioni pessime, tra sporcizia e rifiuti, tanto che i poveri animali avevano anche contratto alcune malattie tipiche dell'incuria, come parassitosi e alopecia cutanea. Tra i diciannove mettici salvati dai carabinieri forestali di Sessa Aurunca e di Caserta, intervenuti assieme al personale dell'Asl Veterinaria ed al responsabile dell'Ufficio Tecnico Comunale di Sessa Aurunca, c'erano anche due cagne gravide e cinque cuccioli. Tutti i cani erano inoltre senza microchip.

L'intervento di carabinieri e personale Asl in località Longanella, dove si trova l'immobile e il terreno dove erano di fatto detenuti, ha permesso ai cani di riacquistare una vita dignitosa: sono stati tutti provvisti di microchip, quindi sottoposti a visite mediche e alle cure del caso, per poi essere portati nel canile di "Santa Lucia" di Cellole. Si trovano sotto sequestro giudiziario in custodia nel canile, e solo dopo l'evolversi del processo ai danni del 62enne del posto che li deteneva si procederà ad un eventuale affidamento a terzi. L'uomo è stato denunciato per maltrattamento di animali e per detenzione di animali in modo incompatibile con la propria natura. Nel corso dell'operazione, all'interno dell'abitazione dell'uomo sono stati ritrovati anche due cardellini chiusi in gabbia: si tratta di una specie protetta che non può essere detenuta in alcun caso, e pertanto sono stati liberati e reintrodotti nell'ambiente d'origine, ovvero nel Parco Regionale di Roccamonfina. L'uomo alla fine, dopo la denuncia dei carabinieri, si trova in stato di libertà ma già sanzionato con una multa di 3.800 euro per aver tenuto tutti i cani senza microchip.

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