"In Campania riaprono mercoledì 25 novembre asili nido, scuola dell’infanzia e prima elementare". Lo comunica l'assessore alla Scuola della Regione Campania, Lucia Fortini, al termine della riunione dell'Unità di Crisi di oggi. "Si è deciso – spiega Fortini – di ritornare in presenza per servizi educativi, scuole dell'infanzia, e la prima classe della primaria. Ma poiché la riunione si è conclusa da poco e per la scorsa ordinanza si doveva tornare in presenza dal 24, si è ritenuto di dover dare un minimo di tempo per l'organizzazione delle attività alle scuole e ai sindaci. Si torna quindi in presenza dal 25 novembre. Delle 9.351 persone sottoposte allo screening con il tampone rapido sono risultate positive 29 persone, ma solo 4 bambini. Per questo, l'Unità di Crisi ha ritenuto che abbia dato buoni risultati". I sindaci avranno la possibilità di fare valutazioni diverse, ogni sindaco dopo l'ordinanza della Regione Campania dovrà riapprovare la propria.

Il provvedimento riguarda quindi i più piccoli e di quelli delle classi 0-6 di età. Si è deciso lo slittamento, perché anche se oggi scade l'ordinanza regionale del governatore Vincenzo De Luca sulla chiusura delle scuole, mancava al momento il preavviso di 24 ore necessario ai genitori per potersi organizzare. Inoltre, in molti casi i sindaci si sono dichiarati favorevoli a tenere chiuse le scuole e stanno emanando ordinanze per prolungare la sospensione delle attività in presenza addirittura fino al 3 dicembre in alcuni casi.

Fortini: "Didattica mista, decidano i presidi"

In merito alla possibilità della didattica mista, in presenza e a distanza, Fortini precisa: "Nella ordinanza abbiamo consigliato ai dirigenti scolastici di provare a trovare soluzioni. I genitori però non possono scegliere e pretendere dal dirigente scolastico di fare didattica mista. Ma siamo in una situazione di emergenza e mi auguro che si possa pensare alla possibilità di non lasciar solo nessun bambino e conciliare le esigenze dei genitori".

La Campania è in zona rossa Covid, ma tuttavia ha da sempre disposizioni più restrittive per il mondo della scuola: da mesi ormai Vincenzo De Luca ha disposto la chiusura dei plessi e la didattica a distanza per tutte le classi di ogni ordine e grado, ingaggiando anche un duro scontro col governo, in particolare con il ministro all'Istruzione Lucia Azzolina.

Ora le cose, seppur in parte, sono destinate a cambiare. Scrive l'Anci:

i dati dello screening, avviato giorni fa su personale docente e non docente, alunni e familiari conviventi, insieme al migliorato contesto epidemiologico, hanno convinto gli esperti per un ritorno alle attività didattiche in presenza.

Si tratta dello screening con test antigenici rapidi Covid condotto su base volontaria, una metodologia che tuttavia ha incontrato non pochi intoppi nei giorni scorsi.

È però data facoltà ai dirigenti scolastici – lo comunica sempre Anci – «qualora lo riterranno opportuno, potranno scegliere di mantenere la modalità a distanza».  Lo stesso vale per i sindaci che «a seguito della valutazione del contesto epidemiologico locale (e quindi del numero di casi positivi nel loro territorio), potranno adottare misure più restrittive e valutare un prolungamento della chiusura».

Le attività di screening perseguiranno nei prossimi giorni «per consentire il ritorno in presenza delle classi fino alla prima media (previste per il 30 novembre)». Restano attualmente a distanza le lezioni per le scuole superiori di primo e secondo grado e per le altre classe elementari.