Bruciano da ore le ecoballe di Taverna del Re a Giugliano, dovevano essere rimosse anni fa e invece sono ancora lì
Continuano senza sosta le operazioni delle forze dell'ordine nel sito di stoccaggio delle ecoballe in località Taverna del Re, nel comune di Giugliano , nell'hinterland a nord di Napoli, dove nel pomeriggio di ieri è scoppiato un incendio. L'Arpac ha già posizionato le centraline per il rilevamento della qualità dell'aria, ma in attesa dei primi dati, e in accordo con la Prefettura di Napoli e con l'Azienda Sanitaria Locale Napoli 2 Nord, è stato disposto in via precauzionale di divieto temporaneo di raccolta dei prodotti agricoli a ridosso del sito di stoccaggio, in un raggio di 500 metri. Dai primi rilievi, sembrerebbe che le fiamme abbiano interessato un'unica piazzola. Impossibile al momento ipotizzare le cause dell'incendio: forze dell'ordine che effettueranno i rilievi necessari alle indagini non appena le fiamme saranno state domate del tutto.
La Campania paga 20mila euro al giorno di multa per le ecoballe
Le ecoballe sono un tema "caldissimo" in Campania: si tratta di rifiuti tritovagliati in forma di grosse balle dal peso di centinaia di chili, quasi tutte risalenti a metà degli Anni Duemila e stoccati in grandi quantità nei depositi della provincia di Napoli, quando iniziò la "grande crisi" dei rifiuti in Campania. Si calcola fossero circa 3 milioni, di cui uno è finito all'estero, in Portogallo. Attualmente, ne resta ancora un altro milione da smaltire. La Regione, proprio per le ecoballe, ha pagato negli anni 120mila euro al giorno di multa, ora ridotte a 20mila da inizio 2026: questo non perché le ecoballe siano sparite dal territorio campano ma perché si sono drasticamente ridotte, così come sono migliorate le capacità di incenerimento e termovalorizzazione, conferimento in discarica e trattamento della frazione organica, inclusa la gestione delle ecoballe storiche.
Ma le ecoballe ci sono ancora: e questo nonostante i continui annunci della politica di essere ad un passo dalla fine delle stesse. Al momento, infatti, ne restano ancora un milione da smaltire. E i tempi rischiano di essere lunghi, nonostante i tanti annunci negli anni di essere "ad un passo" dalla fine dello smaltimento. Tema che tra l'altro è sempre stato al centro anche delle campagne elettorali degli ultimi vent'anni, da Vincenzo De Luca (Partito Democratico) a Stefano Caldoro (Forza Italia), passando per l'attuale presidente della Regione Campania, Roberto Fico (Movimento Cinque Stelle), il cui programma è sempre stato incentrato sullo stop agli inceneritori, all'obiettivo 70% differenziata e al 100% riciclo, oltre alla bonifica totale delle ecoballe. Un tema che, insomma, scotta.
Il centrodestra attacca: "Responsabilità della sinistra"
"Questo ennesimo rogo tossico ha responsabilità ben precise: la sinistra governa la Regione Campania da vent'anni, ha speso centinaia di milioni di euro per la gestione delle ecoballe, ma un milione di tonnellate di rifiuti sono ancora lì a fare danni e minacciare la salute dei cittadini di Giugliano e dei comuni limitrofi". Lo dicono in una nota congiunta i capigruppo del centrodestra in Regione Campania, Massimo Pelliccia, Raffaele Pisacane, Massimo Grimaldi, Sebastiano Odierna, e il capo dell'opposizione Gennaro Sangiuliano, che aggiungono: "Taverna del Re continua a bruciare e intossicare nonostante un piano che doveva chiudersi nel 2019 finanziato con i soldi dei cittadini. Ora Fico si assuma le sue responsabilità, finisca di gingillarsi e ci dica cosa vuol fare in tempi rapidissimi. Occorre una soluzione definitiva a questo sconcio".