Bimbo morto dopo il trapianto fallito a Napoli, l’avvocato della famiglia: “La cartella clinica è incompleta”

Sarebbe incompleta la cartella clinica di Domenico, il bambino di 2 anni e 4 mesi morto ieri mattina, sabato 21 febbraio, in seguito a un trapianto di cuore fallito eseguito il 23 dicembre scorso all'ospedale Monaldi di Napoli. A renderlo noto è Francesco Petruzzi, l'avvocato che difende la famiglia del piccolo: "Manca il diario di perfusione, ossia il tracciato della circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore, prima di impiantare quello danneggiato", ha dichiarato all'Ansa. Intanto, i carabinieri del Nas sono tornati all'ospedale questa mattina, domenica 22 febbraio, proprio per completare l'acquisizione della documentazione clinica relativa a Domenico.
La mancanza del "diario di perfusione" dalla cartella clinica
L'inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli, affidata all'aggiunto Antonio Ricci e il sostituto Giuseppe Tittaferrante della sezione "lavoro e colpe professionali", ha portato alla notifica di sei avvisi di garanzia a carico di altrettanti sanitari, ai quali sono stati sequestrati i cellulari. L'indagine è stata aperta per lesioni colpose gravissime, ma alla luce del decesso del bambino probabilmente l'ipotesi di reato sarà modificata in omicidio colposo. Intanto, i magistrati hanno disposto l'autopsia sulla salma di Domenico e, per recuperare tutti gli atti, i carabinieri sono tornati al Monaldi anche questa mattina.
L'avvocato Petruzzi, che difende la famiglia del bambino, ha però fatto sapere che "dalla cartellina clinica di Domenico che ci ha inviato il Monaldi manca il diario di perfusione". Al suo interno sarebbe stato segnato il "tracciato della circolazione extracorporea", il dato che "dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore, prima di impiantare quello danneggiato". Inoltre, ha continuato il legale, "le varie fasi sono descritte cronologicamente ma manca il minutaggio preciso, che sarebbe necessario per comprendere il succedersi degli eventi". Per questo motivo, Petruzzi ha fatto sapere che domani mattina, lunedì 23 febbraio, tornerà "in Procura per segnalare l'anomalia e chiedere a loro che acquisiscano questo documento, se già non l'hanno fatto".
Le indagini sul trasporto del cuore e del trapianto
L'obiettivo delle indagini è quello innanzitutto di ricostruire quanto accaduto durante il trapianto eseguito il 23 dicembre nella struttura sanitaria napoletana che afferisce all'ospedale dei Colli, dopodiché andranno chiarite anche le procedure che sono state messe in atto nell'espianto del cuore "bruciato" e la sua conservazione durante il viaggio da Bolzano a Napoli. Stando a quanto emerso finora, pare infatti che il cuore sia stato trasportato all'interno di un box sanitario di plastica che non era dotato degli strumenti necessari per il monitoraggio della temperatura interna. Inoltre, per la sua conservazione sarebbe stato usato del ghiaccio secco al posto di quello tradizionale, cosa che potrebbe aver causato lesioni all'organo.
Domenico è deceduto nella mattinata di ieri, sabato 21 febbraio, dopo 59 giorni di ricovero. Il cuore che gli era stato trapiantato il 23 dicembre non ha funzionato come avrebbe dovuto e doveva essere di nuovo sostituito. Le condizioni cliniche del bambino, però, erano ormai peggiorate al punto che lo scorso 18 febbraio i massimi specialisti italiani di cardiochirurgia pediatrica, riuniti nell'Heart Team, lo hanno dichiarato inoperabile.