Al Monaldi un ulivo per Domenico, ma la famiglia non c’è. La direttrice: “Avviato iter del risarcimento”

Al Monaldi piantato un ulivo secolare per ricordare il piccolo Domenico, il bimbo di 2 anni e 4 mesi morto il 21 febbraio scorso, dopo il trapianto con il cuore bruciato dal ghiaccio secco. La famiglia del piccolo, però, non è andata alla cerimonia. La direttrice dell'ospedale Anna Iervolino: "È un dolore fortissimo quello che ha coinvolto la famiglia Caliendo e noi siamo vicini alla famiglia, ma anche noi soffriamo. Abbiamo sofferto tutti. Però da tanto dolore abbiamo il dovere di poter trarre qualcosa di buono, e qualcosa di buono può essere soltanto quello di continuare a lavorare per una sanità migliore".
Il Monaldi: "Avviata la trattativa per il risarcimento"
A dividere ulteriormente l'ospedale dai familiari lo scontro sulla richiesta di risarcimento civile da 3 milioni di euro, avanzata dal legale Francesco Petruzzi, in via stragiudiziale. Il Monaldi, aveva accusato l'avvocato, per oltre 20 giorni non avrebbe risposto alle pec, fino a sabato scorso, all'indomani di una lettera dai toni molto accesi dove si chiedeva l'intervento del governatore Roberto Fico e le dimissioni del management ospedaliero.
Iervolino, oggi, incalzata dai cronisti, ha fatto sapere che non si dimetterà: "Io sono un tecnico e lavoro – ha detto – sono pagata per lavorare e sono formata per lavorare, sono 30 anni che svolgo questo lavoro. Il mio compito e la mia responsabilità sono continuare a lavorare, altre valutazioni o commenti non mi appartengono". "La magistratura sta facendo il suo corso – ha aggiunto – e le indagini sono ad ampio raggio. Siamo stati rivoltati come un calzino da tutte le azioni ispettive che confermano e confermeranno la forza di questa direzione e di questa governance che svolge con serietà, rigore e trasparenza il suo lavoro. Quando succede qualcosa di drammatico le responsabilità sono di tutti, nessuno può tirarsi indietro: noi tutti siamo responsabili della guerra nel mondo, dei bambini che muoiono di fame e che sono utilizzati nelle fabbriche come schiavi".
Per quanto riguarda il risarcimento, invece, dopo uno scambio di battute al vetriolo tra le parti, con accuse reciproche di aver violato gli accordi, l'iter si è ufficialmente sbloccato e adesso si aprirà la trattativa. La prossima settimana è previsto un incontro tra l'avvocatura dell'ospedale e la difesa della famiglia. "Sono stata informata – ha detto Iervolino – che la settimana prossima ci sarà un incontro che dà l'avvio alle trattative e sono fiduciosa, anzi sono certa, che si svolgeranno in maniera serena e soprattutto nel rispetto reciproco. In ogni caso, o nel processo, o fuori dal processo, l'Azienda è responsabile civile ed è tenuta a un risarcimento: ora la misura, i tempi e i modi sono scanditi dalla legge, dai regolamenti e dai procedimenti amministrativi. Da questo momento in poi le trattative sono state formalizzate per iscritto".
Il Monaldi sarà parte civile al processo
Altra questione riguarda, invece, l'inchiesta della Procura, che ha iscritto 8 persone nel registro degli indagati. "L'Azienda chiaramente si costituirà parte civile – ha detto Iervolino – ma lo farà quando inizierà il processo penale e secondo le regole del processo penale". Sull'assenza dei familiari alla cerimonia di piantumazione dell'albero, infine, ha aggiunto: "La signora Patrizia ci ha ripensato e ha deciso di non partecipare. Io la comprendo, perché umanamente posso immaginare che per la signora varcare i cancelli di questo ospedale rappresenta ancora un dolore molto forte. Capisco dunque che non era pronta, è passato ancora troppo poco tempo. È pur vero che l'abbraccio di tante persone e di tutto l'ospedale avrebbe potuto dare un bel momento di riappacificazione però io la comprendo perché il dolore di una mamma è qualcosa che non si può descrivere".