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Sette ragazzi, tutti poco più che ventenni, sono indagati per associazione a delinquere finalizzata all'introduzione nel territorio dello Stato di prodotti con marchi contraffatti, truffa, ricettazione, indebito utilizzo di carte di pagamento intestate a terzi e autoriciclaggio. Lo si apprende dalla questura di Milano che ha dato conto di un'inchiesta, durata circa un paio di mesi, che ha portato alla scoperta di un sodalizio tra i giovani per immettere in commercio, tramite i canali del mercato online, scarpe "taroccate" che venivano ovviamente spacciate per vere.

I ragazzi hanno ideato una truffa da circa 300mila euro

Una sorta di "start up", ma illegale, quella ideata dai ragazzi protagonisti di questa vicenda. Probabilmente sfruttando il fascino della moda e delle scarpe di marca tra i loro coetanei – anche se ulteriori dettagli sulle vittime dei raggiri non sono stati ancora diffusi – e grazie all'utilizzo di carte di credito intestate a terzi, per essere così difficilmente rintracciabili, i ventenni sarebbero riuscita a mettere a segno truffe da capogiro: circa 300mila euro il valore stimato dell'attività illecita da parte del gruppo.

Nei giorni scorsi sono state eseguite dai poliziotti della questura di Milano tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti di tre degli indagati: uno di loro, un ragazzo di 23 anni, è finito in carcere, un 22enne ai domiciliari e per un altro 22enne è stato disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nessun'ordinanza di custodia cautelare per gli altri quattro indagati, anche loro giovanissimi: hanno un'età compresa tra i 22 e i 23 anni.