Vendita San Siro, indagate 9 persone: “Inter e Milan favorite attraverso accordi con il Comune e bando su misura”

L'inchiesta della Procura di Milano sulla vendita dello stadio di San Siro e delle aree limitrofe a Inter e Milan ha portato questa mattina, martedì 31 marzo, a perquisizioni e sequestri da parte della guardia di finanza a carico di nove persone che risultano indagate per turbativa d'asta e rivelazione del segreto d'ufficio. Secondo i pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, avrebbero turbato "attraverso accordi informali e collusioni tra loro" il procedimento amministrativo per la vendita della Gfu iniziato nel 2019 e concluso l'1 ottobre 2025. Tra gli indagati, figurano il direttore generale di Palazzo Marino, Christian Malangone, gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e l'ex ceo corporate dell'Inter Alessandro Antonello.
L'inchiesta era stata aperta per verificare la correttezza della procedura della compravendita di San Siro, a seguito di una serie di esposti arrivati in Procura come quello firmato vicesindaco Luigi Corbani e dal promoter musicale Claudio Trotta. In particolare, se la "raccolta di manifestazioni di interesse", pubblicata il 24 marzo 2025 e chiusa il 30 aprile successivo, abbia rispettato le norme previste dalla legge o se, invece, si sarebbe dovuto procedere con una gara internazionale. Il contratto è stato chiuso a un prezzo complessivo di 197 milioni di euro. Tuttavia, è da chiarire se sia stata "usata" la legge sugli stadi per in realtà favorire un progetto di urbanizzazione ben più ampia a favore di determinate società costruttrici.
Chi sono gli indagati
Gli indagati sono, per il momento, nove: gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris, il direttore generale di Palazzo Marino Christian Malangone, il manager dell'Inter Mark Van Huukslot, il presidente di Sport Life City (controllata dal Milan) Giuseppe Bonomi, l'ex ceo corporate dell'Inter Alessandro Antonello, l'ex responsabile del settore Rigenerazione urbana del Comune ed allora responsabile unico del procedimento sullo stadio Simona Collarini, e i consulenti di Inter e Milan Fabrizio Grena e Marta Spaini.
I pm hanno richiesto perquisizioni e sequestri nei loro confronti in seguito allo sviluppo delle analisi delle chat e delle mail in un'altra inchiesta, quella relativa alla gestione dell'urbanistica a Milano (Tancredi, Malangone e De Cesaris sono indagati anche in questa). Ad esempio, nel decreto firmato dal giudice per le indagini preliminari Roberto Crepaldi è stato inserito uno scambio di messaggi tra l'architetto Stefano Boeri e il sindaco Beppe Sala risalente al 10 settembre 2019. Boeri aveva appena constatato che il progetto di uno "stadio-bosco" non era stato apprezzato e aveva voluto avvisare il primo cittadino che sull'operazione San Siro stavano prevalendo gli interessi privati a scapito di quelli pubblici: "Attenzione che si crea un grave precedente di sostituzione di interessi privati e decisioni private ai criteri di informazione e scelta basati sull'interesse collettivo. Beppe per me il caso è chiuso, perdere concorsi è del tutto normale … ma ti segnalo che qui la cosa è diversa".
Gli "accordi informali" tra gli indagati
Secondo la Procura, ci sarebbero stati "accordi informali e collusioni" tra i nove indagati per pilotare il "procedimento amministrativo diretto alla alienazione della Grande funzione urbana (Gfu) ‘San Siro'" e, in particolare, anche la "determinazione del contenuto dell'avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse relative" allo stadio Meazza e alle aree limitrofe.
In particolare, tra il 4 e il 5 novembre 2021 Tancredi (al tempo assessore alla Rigenerazione urbana) e Malangone avrebbero condivo con De Cesaris (ex assessora e "consulente" dell'Inter) la proposta "di delibera di Giunta numero 1379 del 5.11.2021 relativa alla dichiarazione di pubblico interesse, prima che fosse portata all'attenzione della Giunta comunale per la discussione, le eventuali modifiche, l'approvazione e la successiva pubblicazione". E così "rivelavano notizie di ufficio le quali dovevano rimanere segrete".
Per gli inquirenti, Tancredi avrebbe fatto la stessa cosa anche con Mark Van Huuksloot (al tempo manager dell'Inter) con "la proposta di Delibera numero 28 del 19.01.2023 a conclusione del Dibattito pubblico prima che fosse portata all'attenzione della Giunta comunale".
"Avviso pubblico creato con caratteristiche gradite alle società"
Questi "scambi di informazioni non trasparenti e indebiti", secondo gli inquirenti sarebbero stati finalizzati a "orientare l'iter amministrativo concertando tra l'attore pubblico e la parte privata le modalità tecnico-giuridiche e i dettagli operativi della cessione". In questo modo, dunque, si sarebbe creato un avviso pubblico "sulle caratteristiche gradite alle società sportive" che, anche "per il brevissimo termine concesso", era andato deserto portando così la vendita dell'area all'unico offerente.
Stando a quanto emerso dalle indagini, sarebbero stati condividi anche i "dettagli in merito ai potenziali vincoli culturali pendenti sullo stadio Meazza, stabilendo e concordando che la procedura amministrativa di vendita dovesse concludersi entro e non oltre il 10 novembre 2025, al solo scopo di neutralizzare il vincolo legale e di interesse pubblico riconosciuto dal Ministero della Cultura" sullo stadio.