Una paziente milanese denuncia: “Un anno d’attesa per un’operazione di 20 minuti, che dovevo fare entro 60 giorni”

A gennaio dello scorso anno M.R., una donna residente a Milano, era stata inserita in lista d'attesa per un intervento di asportazione indicato con priorità B, ovvero da eseguire entro 60 giorni, al termine di una visita eseguita presso il laboratorio di Dermatologia dell'ospedale di Garbagnate, nell'Asst Rhodense (nella Città Metropolitana di Milano). "Ha aspettato i due mesi, ma non è stata contattata da nessuno. Ha provato a chiamare per avere notizie, ma non le è stata data alcuna informazione", hanno spiegato i volontari dello Sportello di difesa della salute ‘Baia del re' a Fanpage.it, "a ottobre le è stato detto che avrebbe dovuto rivolgersi al suo medico di base e ripetere la visita per una rivalutazione. A gennaio 2026 è riuscita a farsi visitare dal primario di Chirurgia Generale di Garbagnate, ma ancora non è stata fissata una data per l'intervento. È una situazione assurda sotto tutti i punti di vista, per un intervento che secondo gli esperti del settore comporta la permanenza della paziente in sala operatoria per soli 20 minuti".
Lo Sportello di difesa della salute ‘Baia del re' è uno dei 70 attualmente attivi che costituiscono il ‘Coordinamento lombardo sportelli salute'. M.R. si è rivolta ai suoi volontari, che dopo aver ricostruito la vicenda della paziente, hanno presentato ricorso: "Ci siamo rivolti al direttore generale dell'Urp, all'ufficio relazione con il pubblico, al difensore civico e a tutte le figure di competenza ricordando loro che questa operazione per legge andava fatta entro fine marzo dell'anno scorso", ha spiegato Fausto, "sono partite sollecitazioni nei confronti della direzione generale dell'Urp e dell'Asst che, però, non hanno avuto alcun effetto".
La svolta è arrivata a ottobre. "È arrivata una lettera firmata dal direttore generale dell'Asst Rhodense, Marco Bosio, nella quale si invitava la signora a rivolgersi al suo medico di base per chiedere una nuova visita per una rivalutazione", ha affermato Fausto: "In pratica, le è stato detto di rifare tutto d'accapo. Un professionista aveva detto alla paziente che doveva operarsi entro 60 giorni e dopo otto mesi la stessa Asst dice a quella paziente di tornare dal suo medico di base". A quel punto, i volontari dello sportello ‘Baia del re' si sono rivolti di nuovo alle figure competenti in questi casi: "Gli abbiamo fatto notare che farle rifare l'intero percorso dall'inizio significava buttare via il tempo del medico di base e il denaro del servizio sanitario nazionale. Ci chiediamo cosa volessero rivalutare, perché la situazione poteva solo essere peggiorata, di certo non si era risolta da sola".
Asst ha poi proposto a M.R. di fare la visita direttamente con il primario di Chirurgia Generale di Garbagnate presso l'ambulatorio di dermatologia, senza passare dal medico, nei primi giorni di gennaio 2026. "La signora si è detta disponibile, ma alla fine le è stato detto che per fissare l'operazione lo specialista avrebbe dovuto prima confrontarsi con il direttore sanitario della struttura", ha spiegato ancora Fausto: "La legge stabilisce chiaramente che in assenza di posto, la struttura pubblica deve ricorrere all'intramoenia. La signora non ha alcuna intenzione di rivolgersi al privato, perché lavora, paga le tasse e ha tutto il diritto di essere curata dal servizio sanitario nazionale. È passato ormai un anno, e ancora non sa quando verrà operata".