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Uccide la madre e la seppellisce in un bosco per incassare la pensione: agente immobiliare condannato all’ergastolo

Stefano Emilio Garini è stato condannato all’ergastolo per omicidio, distruzione di cadavere, truffa, auto riciclaggio e falso. Per la Corte d’Assise di Novara, a maggio 2022 aveva ucciso la madre e nascosto i resti in un bosco.
A cura di Enrico Spaccini
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Foto di repertorio
Foto di repertorio

La Corte d'Assise di Novara ha condannato all'ergastolo Stefano Emilio Garini. Secondo i giudici, l'agente immobiliare milanese avrebbe ucciso la madre 89enne nel maggio del 2022 dopo averla portata in carrozzina a fare una passeggiata nei boschi nella zona Sorgente delle Tre Fontane. A trovare i resti della donna, Liliana Agnani, era stato un cercatore di funghi l'11 ottobre 2022. Per l'accusa, Garini aveva distrutto il cadavere della madre per continuare a intascare i soldi della pensione e dell'accompagnamento.

Il cercatore di funghi aveva trovato alcune vertebre, un frammento di mandibola e un femore in località Bosco Marino, nell'area del Parco del Ticino, l'11 ottobre del 2022. Grazie alla protesi installata su una vertebra, era stato possibile per gli investigatori identificare Agnani. Stando a quanto emerso in seguito, l'89enne era ancora viva la sera del 18 maggio 2022 quando era stata portata dal figlio a fare una passeggiata tra i boschi. Dopodiché, nessuno aveva più avuto sue notizie.

Garini era stato arrestato l'1 marzo 2024 con le accuse di omicidio aggravato e premeditato, distruzione di cadavere, truffa ai danni dello Stato e del Comune di Milano, auto riciclaggio e falso in atto pubblico. Per la Procura di Novara, l'agente immobiliare milanese dopo la scomparsa della madre aveva continuato a intascare la pensione dell'anziana e l'accompagnamento, percependo quasi 23mila euro dall'Inps e circa 5mila euro dal Comune di Milano senza averne diritto.

Detenuto presso il carcere di Ivrea, Garini è stato condannato in primo grado all'ergastolo. La Corte d'Assise di Novara ha accolto le richieste avanzate dal pm Paolo Verri, ma ha escluso l'aggravante della premeditazione dell'omicidio. Nei confronti del 62enne è stata disposta anche la confisca dei 27.300 euro che avrebbe percepito indebitamente.

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