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Trovate 14 foto nei faldoni sull’omicidio di Fausto e Iaio: “Comparate le armi con gli agguati negli Anni di piombo”

I proiettili esplosi nell’omicidio di Fausto e Iaio il 17 marzo 1978 non si trovano da tempo. Tuttavia, dai faldoni sarebbero emerse 14 foto che potrebbero essere usate per la comparazione delle armi usate nell’agguato con gli altri fatti di sangue negli Anni di piombo.
A cura di Enrico Spaccini
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Fausto Tinelli e Lorenzo "Iaio" Iannucci
Fausto Tinelli e Lorenzo "Iaio" Iannucci

Potrebbe arrivare una proroga alle indagini aperte ad aprile dell'anno scorso sul duplice omicidio di Fausto Tinelli e Lorenzo "Iaio" Iannucci. I due 18enni erano stati uccisi il 18 marzo 1978 con otto colpi di pistola in via Mancinelli a Milano, nei pressi del centro sociale Leoncavallo, da un commando di tre persone riconducibili a movimenti di estrema destra, ma che non sono mai state identificate. I proiettili esplosi sono scomparsi, forse distrutti nel corso degli anni, ma ci sarebbero alcune fotografie che potrebbero fornire elementi utili per la comparazione delle armi utilizzate quel giorno con quelle impiegate in altri fatti di sangue negli Anni di piombo. Intanto, nelle prossime settimane gli investigatori della Digos, coordinati dai Francesca Crupi e Leonardo Lesti, dovrebbero depositare un'informativa con nuove testimonianze.

Le nuove indagini sull'omicidio di Fausto e Iaio

Un primo fascicolo sul duplice omicidio di Fausto e Iaio era stato archiviato nel dicembre del 2000 dalla giudice Clementina Forleo. Le indagini avevano evidenziato "significativi elementi" a "carico della destra eversiva", in particolare di Massimo Carminati, Claudio Bracci e Mario Corsi, ma mai prove in grado di sostenere un processo.

L'inchiesta è stata, poi, riaperta nel 2025, in seguito a una perizia calligrafica eseguita su un volantino trovato il 23 marzo 1978 in una cabina telefonica in via Leone IV a Roma. Il messaggio era firmato "Esercito Nazionale Rivoluzionario – Brigata combattente Franco Anselmi", terrorista dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari) morto durante una rapina il 6 marzo 1978, quindi pochi giorni prima dell'assassinio di Fausto e Iaio: "Una nostra brigata armata di Milano ha giustiziato i servi del sistema Tinelli Fausto e Iannucci Lorenzo. Con questo gesto vogliamo vendicare la morte di tutti i camerati assassinati".

La scomparsa dei proiettili e le foto da esaminare

Come riportato da Il Giorno, gli investigatori della Digos avrebbero già cercato negli uffici del Palazzo di Giustizia di Milano i proiettili che il 17 marzo 1978 erano stati esplosi contro i due 18enni, ma senza successo. Si trattavano di otto proiettili calibro 7.65 marca Fiocchi, esplosi da una Beretta 34, che potrebbero essere stati distrutti negli anni. Tuttavia, l'avvocato Nicola Brigida che rappresenta le famiglie dei due 18enni avrebbe recuperato dai faldoni 14 fotografie a colori che potrebbero fornire elementi utili nell'individuazione e comparazione delle armi usate nell'agguato a Fausto e Iaio.

L'assassinio dei due 18enni, infatti, era avvenuto con modalità tipiche dell'estrema destra di allora. L'arma era una pistola "semiautomatica con canna solcata da sei rigature destrorse” ed era stata avvolta in un sacchetto di plastica per evitare che i bossoli venissero dispersi. Secondo Brigida, dunque, l'omicidio di Fausto e Iaio potrebbe essere collocato "all’interno delle trame oscure della fine degli anni ’70", una pista che per il legale andrebbe "approfondita".

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