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Tiene una pistola con matricola abrasa in hotel, nuova condanna per Baby Gang: “Adesso basta, solo musica”

Il trapper Baby Gang, al secolo Zaccaria Mouhib, è stato condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi per ricettazione e detenzione di una pistola clandestina. Il 24enne ha lanciato un messaggio: “Adesso basta, solo musica”.
A cura di Enrico Spaccini
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Zaccaria Mouhib, alias Baby Gang (foto da LaPresse)
Zaccaria Mouhib, alias Baby Gang (foto da LaPresse)

È stato condannato, in primo grado e con rito abbreviato, a 2 anni e 8 mesi di reclusione Zaccaria Mouhib, il trapper conosciuto come Baby Gang. La giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Milano, Chiara Valori, lo ha ritenuto responsabile di ricettazione e detenzione di una pistola clandestina con matricola abrasa. Il 24enne, che sta già scontando, in affidamento in prova ai servizi sociali, una condanna definitiva per la sparatoria di via Tocqueville di luglio 2022, ha voluto mandare un messaggio dal Palagiustizia milanese: "Adesso basta, solo musica".

Mouhib era stato arrestato nella notte tra mercoledì 10 e giovedì 11 settembre 2025 in un hotel di via Vallazze a Milano. Il trapper soggiornava là perché quella sera aveva partecipato come ospite al concerto del collega Emis Killa, a Fiera Milano. Nella perquisizione dei carabinieri, che agivano nell'ambito di un'inchiesta più ampia della Procura di Lecco, era stata trovata la pistola semiautomatica con matricola abrasa dentro un porta tovaglioli. In quel periodo, il 24enne era già sottoposto a regime di sorveglianza speciale perché condannato definitivamente a 2 anni, 9 mesi e 10 giorni per la sparatoria di luglio 2022 in via Tocqueville a Milano. Durante l'interrogatorio di convalida dell'arresto, aveva detto al giudice di aver portato la pistola con sé per "paura di essere derubato".

Il suo avvocato, Niccolò Vecchioni, aveva ottenuto la sua scarcerazione lo scorso ottobre. Il legale aveva spiegato che, al di là della sua "immagine esteriore", Mouhib è "niente più che un giovane italiano di seconda generazione afflitto da patologiche dipendenze da sostanze, e che sta cercando, in ogni modo, di emergere dal contesto economico e sociale profondamente degradato e disagiato al quale è stato, sin da giovanissimo, esposto e del quale è divenuto, suo malgrado, narratore". Da quel momento, il trapper era detenuto ai domiciliari, con braccialetto elettronico, in una comunità terapeutica nel Milanese per affrontare un percorso di "disintossicazione".

L'indagine della Procura lecchese che aveva portato al suo arresto lo scorso luglio era iniziata con il ritrovamento di un mitragliatore AK47, utilizzato "durante le riprese di alcuni video" di Baby Gang e dell'amico, e collega, Simba La Rue. Altre quattro persone, riconducibili alla famiglia macedone Hetem, erano state arrestate con le accuse di concorso in detenzione e porto illegale di armi da fuoco comuni e da guerra e per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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