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Svastiche e minacce di morte sulla porta di una famiglia ebrea: disposta la vigilanza attorno all’abitazione

La Procura di Milano ha disposto una misura di vigilanza attorno all’abitazione della famiglia di religione ebraica – mamma e figlia – che martedì si è ritrovata insulti e svastiche disegnate con un pennarello nero sulla porta di casa. Sul caso è stato aperto un fascicolo d’indagine e gli investigatori sentiranno in settimana i residenti del palazzo.
A cura di Alice De Luca
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La Questura di Milano ha disposto un presidio di vigilanza per la famiglia, mamma e figlia, di religione ebraica che martedì mattina si sono ritrovate svastiche e minacce di morte disegnate sul portone di ingresso della loro abitazione, in un condominio in zona San Siro, a Milano. Si tratta di una misura di prevenzione che comporterà il passaggio periodico di una volante davanti al portone del condominio. Intanto il dipartimento anti terrorismo della Procura di Milano, coordinato dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco, ha aperto un fascicolo d'indagine sull'accaduto dopo la denuncia delle due inquiline presentata martedì attraverso l'avvocato Stefano Benvenuto. L'ipotesi di reato è di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Sul caso hanno lavorato gli investigatori della Digos, guidati dal dirigente Antonio Marotta, che hanno trasmesso alla Procura una prima informativa. Sono state visionate le riprese delle telecamere di sorveglianza attorno al palazzo, dalle quali però non sembra essere emersa la presenza di persone sospette nell'intervallo di un'ora nel quale una delle due inquiline, la figlia, è andata a fare la spesa per poi trovare le scritte sulla porta al suo ritorno.

Secondo le due donne, in passato non ci sarebbero stati particolari conflitti con i vicini, ad eccezione di qualche screzio per i rumori causati da alcuni lavori. Entro fine settimana gli investigatori dovrebbero sentire tutti gli inquilini del palazzo. "Le mi assistite sono terrorizzate", ha commentato a Fanpage.it l'avvocato Benvenuto, "Sono chiuse in casa da quando hanno sporto denuncia e non vogliono uscire".

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