Strangola la madre in casa a Milano, chiesta perizia psichiatrica e tossicologica per Pietro Crotti

È iniziato oggi, mercoledì 2 luglio, il processo a carico di Pietro Federico Crotti, accusato dell'omicidio volontario della madre Piera Stefanina Riva aggravato dalla premeditazione, dai motivi abietti e futili e dai maltrattamenti. Stando a quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla pm Giancarla Serafini, la notte tra il 12 e il 13 gennaio scorso il 47enne avrebbe strangolato la 75enne nel loro appartamento di via Wildt a Lambrate e avrebbe finto che fosse deceduta a causa di una caduta. Nel corso della prima udienza, l'avvocato Carmelo Scambia che difende Crotti ha chiesto che i giudici della Corte d'Assise di Milano dispongano una perizia psichiatrica per il suo assistito che verifichi anche il suo "stato di intossicazione" da alcol e stupefacenti al momento dei fatti. La decisione della Corte verrà comunicata nella prossima udienza prevista per il 15 settembre.
L'omicidio di Piera Stefanina Riva
Piera Stefanina Riva era stata trovata senza vita dai sanitari nel suo appartamento di via Wildt la mattina del 13 gennaio. A telefonare al 112 era stato il figlio, Pietro Federico Crotti, che viveva insieme a lei e che aveva raccontato di averla trovata già a terra, deceduta, probabilmente perché aveva picchiato la testa cadendo. L'autopsia eseguita sul corpo della 75enne, però, aveva rivelato come l'anziana in realtà era deceduta a causa di percosse e soffocamento.
Gli agenti della Squadra Mobile, che si sono occupati delle indagini, avevano scoperto nel telefono di Crotti fotografie e video che il 47enne aveva realizzato mostrando il corpo della madre deceduta e che, secondo l'accusa, avrebbe usato per difendersi. Inoltre, in seguito al decesso della 75enne, Crotti avrebbe prelevato 30mila euro dal suo conto in banca.
Il processo e le richieste della difesa
L'11 marzo il 47enne è stato arrestato e condotto in carcere per omicidio e lo scorso 27 maggio la pm Serafini ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato. L'avvocato Scambia, che difende Crotti, durante la prima udienza che si è tenuta il 2 luglio ha chiesto alla Corte d'Assise di Milano che venga disposta una perizia per il suo assistito che verifichi anche se l'uomo "versasse in stato di intossicazione" al momento dei fatti. A supporto di questa richiesta, il legale ha parlato della storia clinica del suo assistito "fatta di tossicodipendenza e abuso di alcol e di numeroso diagnosi tra il 2020 e il 2024 sulla sua dipendenza da alcol e cocaina".
Secondo la pm Serafini, invece, la perizia non sarebbe necessaria. Per l'accusa, le indagini avrebbero già dimostrato che non c'era stata assunzione di sostanze quella notte e che non ci sono nemmeno evidenze di patologie psichiatriche. I giudici della Corte dovranno comunicare la propria decisione nella prossima udienza di settembre.