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Strangola la madre con un foulard, chiesto l’ergastolo per Mauro Pedrotti: “Ha premeditato l’omicidio”

La pm Ines Bellesi ha chiesto l’ergastolo per Mauro Pedrotti. Il 59enne ha ucciso la madre Santina Delai la mattina del 7 febbraio 2024 a Puegnago del Garda (Brescia) strangolandola con un foulard.
A cura di Enrico Spaccini
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Immagine di repertorio
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La Procura di Brescia ha chiesto la condanna all'ergastolo per Mauro Pedrotti, a processo con l'accusa di aver ucciso la madre Santina Delai la mattina del 7 febbraio 2024 a Puegnago del Garda (in provincia di Brescia). Secondo la sostituta procuratrice Ines Bellesi, il 59enne avrebbe premeditato l'omicidio, arrivando ad anticiparlo con alcune affermazioni alcuni giorni prima. Per l'accusa, Pedrotti ha strangolato la 78enne, prima a mani nude e poi servendosi di un foulard, dopo settimane di litigi in merito alla vendita di un appartamento. L'avvocato dell'imputato, Giovanni Brunelli, ha sostenuto invece che si sia trattato di un delitto d'impeto. La sentenza della Corte d'Assise, presieduta da Roberto Spanò, è attesa per il 3 marzo.

Stando a quanto ricostruito dalle indagini, il delitto si era consumato intorno alle 5:30 del 7 febbraio 2024. Pedrotti avrebbe strangolato la 78enne a mani nude e, dopo averla fatta cadere a terra, l'avrebbe uccisa stringendole un foulard attorno al collo. Il 59enne aveva, poi, raggiunto il suo posto di lavoro e alle 6:40 ha telefonato per due volte alla madre. Tornato a Puegnago, aveva inscenato la scoperta del cadavere, simulato una rapina e dato l'allarme. All'alba del giorno seguente, Pedrotti aveva confessato l'omicidio.

Secondo l'accusa, il 59enne avrebbe pianificato il delitto. Pare, infatti, che da settimane i due litigavano in merito all'intenzione di Pedrotti di vendere il suo appartamento e trasferirsi. La pm ha sottolineato come lui stesso, qualche giorno prima dell'omicidio, aveva detto a una parrucchiera: "Prima o poi la uccido". Per questo motivo, ha chiesto la condanna all'ergastolo contestandogli l'omicidio aggravato dalla premeditazione e dal vincolo di sangue.

Secondo l'avvocato Brunelli, invece, non può reggere l'aggravante della premeditazione. Per il legale, il suo assistito non si era preparato un alibi e l'ipotesi della rapina non poteva reggere, in quanto non aveva portato via nulla dalla casa della madre. In merito alla frase contestata, ha dichiarato che nessuno direbbe una cosa del genere prima di uccidere per davvero, mentre se avesse voluto vendere l'appartamento lo avrebbe potuto fare senza chiederle il permesso. Secondo l'avvocato, dunque, si sarebbe trattato di un delitto d'impeto, una reazione sproporzionata al culmine di un litigio.

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