Sterminò la famiglia a Paderno Dugnano, l’avvocato del 18enne: “Rischio autolesionismo dopo la condanna a 20 anni”

Lo scorso venerdì 27 giugno il Tribunale per i Minorenni di Milano ha condannato in primo grado con rito abbreviato a 20 anni di reclusione il 18enne che tra il 31 agosto e il primo settembre 2024, quando aveva ancora 17 anni, aveva ucciso i genitori e il fratellino di 12 anni nella loro villetta di Paderno Dugnano (nella Città Metropolitana di Milano). Questa mattina, lunedì 30 giugno, il suo avvocato Amedeo Rizza, dopo aver parlato con i propri consulenti psichiatri, ha depositato con urgenza un'istanza per chiedere che il ragazzo venga visitato perché ci sarebbe un "serio rischio di gesti autolesionistici". Come riportato da Ansa, la richiesta dovrà essere valutata dalla giudice Paola Ghezzi che ha condannato il 18enne.
Durante il procedimento giudiziario che si è concluso con la sentenza del 27 giugno, il ragazzo era stato sottoposto a una perizia psichiatrica disposta dal gip ed eseguita dal dottor Franco Martelli, il quale aveva evidenziato un vizio parziale di mente al momento dei fatti contestati. Una condizione che, secondo lo psichiatra, avrebbe potuto portare rischi di "gesti anticonservativi". La giudice Ghezzi, però, ha deciso comunque di condannare il giovane a 20 anni di reclusione, con la prevalenza delle attenuanti della minore età e generiche sulle aggravanti, tra cui la premeditazione, ma con gli aumenti di pena per la "continuazione" tra i tre omicidi.
Prima del verdetto, il Tribunale per i Minorenni di Milano aveva disposto per il 18enne cure specifiche in un percorso di recupero psicologico e psichiatrico già cominciato. Ora, dopo la condanna alla pena massima, l'avvocato Rizza e i propri consulenti psichiatri temono un peggioramento delle condizioni psicologiche del ragazzo. Per questo motivo hanno chiesto che venga visitato anche da un medico legale affinché si stabilisca se possa stare ancora in regime detentivo o debba essere trasferito in qualche struttura.