Stefano Boeri e Cino Zucchi a processo per turbativa d’asta e false dichiarazioni per il caso Beic

Turbativa d'asta e falso per la gara internazionale di progettazione della Beic, la Biblioteca europea dell'informazione e della cultura di Porta Vittoria a Milano. Sono questi i reati di cui sarebbe accusato l'architetto Stefano Boeri. A stabilirlo, secondo quanto si apprende, sarebbe stato il giudice per l'udienza preliminare di Milano, Fabrizio Filice, che al termine dell'udienza preliminare ha rinviato a giudizio oltre al presidente della Triennale Boeri anche altri cinque imputati fra cui il professore del Politecnico, Paolo Cino Zucchi e gli architetti Pier Paolo Tamburelli, Angelo Raffaele Lunati, Giancarlo Floridi e Andrea Caputo.
Il processo
Il processo – già nell'aria dall0 scorso anno – inizierà il prossimo 7 aprile davanti alla seconda sezione del Tribunale di Milano. Le accuse ai sei professionisti sarebbero quelle di aver violato "l'anonimato" durante "l'iter di valutazione dei progetti in gara" per il bando internazionale da 8,6 milioni di euro nel luglio 2022 che prevedeva un meccanismo di segretezza delle proposte e anti-conflitti d'interesse a doppio mandato.
Stando alle indagini dei pm Giancarla Serafini e Paolo Filippini – che avevano stralciato, in vista dell'archiviazione, la posizione di un altro architetto, Manuela Fantini, e cancellato dalle imputazioni una contestazione di falso in atto pubblico – Boeri e Zucchi non avrebbero dichiarato il loro conflitto di interessi. E sarebbero rimasti rispettivamente come presidente e componente nella commissione aggiudicatrice che, nel luglio 2022, ha proclamato vincitrice una cordata di cui facevano parte alcuni loro allievi o partner professionali, pure loro imputati: Raffaele Lunati e Giancarlo Floridi, ricercatori sempre alla facoltà di Architettura del Politecnico, e Pier Paolo Tamburelli dello studio Baukuh.
Le indagini
Secondo le indagini del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, ci sarebbero stati presunti "accordi", documentati da chat, per assegnare, nel luglio 2022, quella gara indetta dal Comune. Né il Comune né la Fondazione Beic si sono costituiti parti civili nel procedimento.
Tamburelli, in particolare, anche lui coinvolto nella redazione del progetto vincitore, secondo l'accusa, avrebbe avuto un ruolo di "cerniera" con i due docenti durante l'iter di valutazione e nelle fasi precedenti alla scelta del vincitore, che sarebbe stata pilotata.
Le difese
Per le difese, invece, vinse il progetto migliore, non ci furono favoritismi, né accordi illeciti, ma progetti valutati in forma "anonima" e possibili conflitti di interessi non segnalati perché le regole della gara prescrivevano di farlo solo per rapporti di collaborazione economica "in corso". Il caso riguarda anche l'imputato Andrea Caputo, progettista che arrivò terzo al concorso.
I reati contestati sono appunto quello di turbativa d'asta e, solo per Boeri e Zucchi, anche false dichiarazioni. Il gip Luigi Iannelli, il 18 febbraio 2025, non aveva accolto la richiesta dei pm di arresti domiciliari per Boeri, Zucchi e Tamburelli, disponendo, invece, misure interdittive come il divieto temporaneo, da un anno a 8 mesi, di fare parte di commissioni per i concorsi pubblici e di lavorare con la pubblica amministrazione.
Boeri: "Totalmente estraneo ai fatti". Zucchi: "Sono molto tranquillo"
"Confermo la fiducia nella magistratura. Confido di poter dimostrare nel corso del dibattimento la mia totale estraneità ai fatti che mi sono contestati", ha dichiarato Stefano Boeri, architetto di fama internazionale, dopo l'arrivo della decisione con cui il gup di Milano di rinviarlo a giudizio. Mentre il collega Cino Zucchi ha dichiarato di sentirsi "molto tranquillo" e ha affermato: "Credo che nel dibattimento si chiarirà tutto, perché ci sono prove abbastanza specifiche sul fatto che abbiamo sempre agito con rigore e correttezza e soprattutto senza mai collegare gli elaborati progettuali ai loro autori". Zucchi ha poi concluso: "Non farò mai più una giuria in vita mia. Sono trent'anni che faccio giurie e mi son sempre comportato con correttezza, anzi in genere mi chiamano perché sanno che sono una persona molto rigorosa. Talvolta delle narrazioni diventano più forti dei fatti concreti, ma il dibattimento chiarirà molte cose, sono sicuro".