Sparatoria a Rogoredo, 4 poliziotti indagati: rapinatore accusato di tentato omicidio

I quattro poliziotti delle Uopi, le unità specializzate di primo intervento, che sono coinvolti nella sparatoria che si è svolta ieri, domenica 1 febbraio, a Rogoredo (Milano), sono indagati per lesioni colpose con la scriminante dell'uso "legittimo delle armi". Liu Wenham, il 30enne di origini cinesi che per primo avrebbe aperto il fuoco contro gli agenti, è invece accusato di tentato omicidio, rapina e lesioni aggravate, nonché minacce gravi e porto d'arma abusivo per la pistola che, qualche ora prima, aveva sottratto a una guardia giurata, colpendola alla testa con una mazza di ferro.
Dalla rapina alla sparatoria a Rogoredo
Secondo quanto ricostruito sino a questo momento, tutto sarebbe iniziato intorno alle 14:30 di ieri quando in via Enrico Caviglia, in zona Rogoredo, il 30enne avrebbe rapinato una guardia giurata, privandola della sua arma d'ordinanza, una pistola Walther P99.
Subito dopo l'aggressione, la guardia ha chiamato il 112 per segnalare di essere stato colpito al capo con una mazza di ferro da un rapinatore alto circa 1,60, dalla carnagione olivastra e tratti asiatici. È a quel punto che è iniziata una caccia all'uomo che si è conclusa un'ora più tardi grazie anche alla segnalazione di un uomo che ha riferito di aver visto il 30enne allontanarsi con l'arma in mano dopo aver bussato violentemente a un paio di porte del condominio.
Così, la volante della questura ha rintracciato Wenham in piazza Mistral e lì, stando a quanto riferito, alla vista degli agenti della Uopi, il 30enne avrebbe aperto il fuoco, centrando l'auto di servizio blindata. È allora che i poliziotti avrebbero risposto allo sparo, ferendo gravemente l'uomo che è poi stato trasportato d'urgenza all'ospedale Niguarda di Milano dove si trova tuttora ricoverato in fin di vita.
Le indagini della procura
Oggi, lunedì 2 febbraio, gli atti della squadra mobile sono arrivati in procura e nel pomeriggio sono state effettuate tutte le iscrizioni del caso. A Liu Wenham sono stati contestati il tentato omicidio nei confronti dei 4 poliziotti, la rapina aggravata della pistola, lesioni aggravate per aver colpito il vigilante con la mazza di ferro, il porto abusivo dell'arma, e gravi minacce. Allo stesso tempo, come atto dovuto a garanzia, i 4 poliziotti che sono intervenuti sono stati iscritti per lesioni colpose, ma con indicata la scriminante dell'uso "legittimo delle armi".
La procura ha anche disposto alcune verifiche sulle condizioni psicologiche e psichiatriche del 30enne perché è emerso che, qualche giorno prima della sparatoria, la moglie di Wenham aveva lanciato un appello social dalla Cina per segnalare la scomparsa del marito e i suoi "gravi problemi psicologici". Infine, sono stati disposti accertamenti per indagare anche i giorni precedenti alla vicenda: pare, infatti, che il 30enne abbia minacciato un'altra guardia giurata.