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Scritte nazi-fasciste e anti arabe alla fermata dell’autobus a Milano: “Dux mea lux”

Un volantino alla fermata dell’autobus a Milano è stato ricoperto di scritte di matrice nazi-fascista e anti araba. Tra le scritte, anche il nome del gruppo ultrà dell’Inter ormai sciolto “Boys san 1969”.
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A cura di Enrico Spaccini
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Il volantino ricoperto di scritte alla fermata dell'autobus a Milano
Il volantino ricoperto di scritte alla fermata dell'autobus a Milano

Alcune frasi di matrice nazi-fascista e anti araba sono apparse questa mattina, venerdì 10 novembre, su un volantino affisso sul vetro di una fermata dell'autobus nel centro di Milano. Scritto con pennarello nero si vedono insulti come "arabian people fuck off", ma anche espressioni come "dux mea lux" e il simbolo del Fronte della Gioventù fascista.

Non mancano nemmeno inneggiamenti al nazismo, come "88" che richiama "Heil Hitler", e al suprematismo bianco. Infine, in cima al volantino del trasporto pubblico cittadino, si può leggere: "Boys san 1969", uno dei principali gruppi ultrà dell'Inter ormai confluito da dicembre scorso nella Curva Nord 69 dopo 53 anni di attività.

Solo lo scorso 31 ottobre, alla sede del Partito democratico di Luino (Varese), erano stati lasciati alcuni biglietti con frasi antisemite. "Cercasi: taglia teste di ebrei – violentatori di donne ebree", si leggeva in uno di questi. Una manifestazione di odio alla quale, poi, si è aggiunta la stella di David disegnata su un muro di un appartamento di Milano con la vernice spray rossa e affiancata dal numero dell'interno in cui vivrebbe una donna di religione ebraica.

In questi ultimi casi, i bersagli degli attacchi hanno sporto denuncia ai carabinieri. La speranza è che le telecamere abbiano inquadrato gli autori di queste scritte, che ormai negli ultimi giorni hanno invaso Milano ma anche Roma e, per esempio, Parigi.

Un'altra stella di David, infine, è comparsa anche a metà ottobre nei bagni del Centro diagnostico italiano e di una panetteria nel quartiere ebraico cittadino. Un 56enne italiano, residente a Corsico, è stato individuato come responsabile dell'imbrattamento e ora si trova indagato. Nei suoi profili social, aveva pubblicato immagini a favore di organizzazioni terroristiche e vignette contro lo Stato di Israele.

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