Scontri alla Stazione Centrale a Milano dopo il corteo Pro Pal: obblighi di ferma e dimora per 6 persone

Nella giornata di oggi, mercoledì 18 marzo 2026, sono state emesse misure cautelari nei confronti di sei persone accusate di aver preso parte agli scontri avvenuti il 22 settembre scorso a Milano durante un corteo a sostegno della Global Sumud Flotilla. In particolare si tratta di obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e obbligo di dimora nel comune di residenza. Tutti e sei i soggetti, fanno parte delle 27 persone che sono state riconosciute e deferite. Per altre otto persone, invece, la giudice per le indagini preliminari di Milano Giulia D'Antoni ha ritenuto di procedere con interrogatorio preventivo ai fini cautelari. Gli interrogatori sono stati fissati per il 25 marzo. La Procura aveva chiesto quattordici misure cautelari, tra cui alcune per arresti domiciliari.
Gli scontri sono avvenuti all'interno della Stazione Centrale con danni all'area. Su quanto accaduto, sono state subito aperte le indagini degli agenti della Digos della Questura di Milano. Subito dopo i fatti, quattro persone erano state arrestate. Tra queste due minorenni, per i quali sono stati disposto nove mesi di "messa alla prova" con sospensione del processo e un percorso di lavori socialmente utili che, se avrà valutazione positiva, porterà all'estinzione dei reati. Le altre due sono due studentesse universitarie, che sono state poi scarcerate e per le quali il processo è ancora in corso.
Gli inquirenti hanno identificato i denunciati grazie all'analisi di alcune immagini fornite alla polizia scientifica. Tutti sono stati denunciati perché – come riportato in una nota stampa della Questura – sono ritenuti responsabili di "gravi reati di piazza in concorso: resistenza a pubblico ufficiale aggravata perché commessa in occasione di manifestazioni e perché commessa da più di cinque persone riunite". A questa accusa, se ne sono aggiunte altre: interruzione di un ufficio o servizio pubblico, oltraggio a pubblico ufficiale, lesioni aggravate, lesioni gravi o gravissime a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico, rapina e lancio e uso di oggetti atti ad offendere in occasione di manifestazioni pubbliche.
In particolare modo, per quanto riguarda le lesioni aggravate, la gip ha descritto nell'ordinanza di custodia cautelare che, in un'occasione, un agente sarebbe stato colpito "ripetutamente" con la punta metallica di un ombrello. Sarebbe stato colpito sia al volto che alla gola con il solo obiettivo di poter oltrepassare il blocco delle forze dell'ordine, alle quali era stato ordinato di presidiare la stazione centrale. A un altro agente sarebbero stati dati calci e sarebbe stato privato dello scudo e dello sfollagente. Ancora: sarebbero stati dati pugni, sarebbero state lanciate transenne, colpi con l'asta di una bandiera e con una grande asta di ferro. A questi – da qui l'accusa di lancio e uso di oggetti atti ad offendere – sarebbero stati lanciati sanpietrini, fumogeni e torce. Per l'accusa di oltraggio a pubblico ufficiale, è contestato anche un dito medio che sarebbe stato mostrato a un agente della polizia ferroviaria: l'indagato avrebbe offeso "l'onore e il prestigio" con questo gesto e mimando "atti sessuali".
L'accusa di rapina è invece per una persona che avrebbe cercato di portare via lo scudo di protezione a un poliziotto.
Tra le persone indagate ci sono diversi ventenni, ma anche un 69enne. Alcuni indagati frequenterebbero il centro sociale Lambretta, ci sarebbe poi un fondatore del collettivo "Corsari Milano" e del centro sociale Zam. Uno di loro avrebbe partecipato a manifestazioni contro la realizzazione della Tav e contro gli sgomberi degli alloggi popolari e a iniziative anti-fasciste. Ancora ci sarebbe qualcuno identificato nel 2022 durante "una contestazione nell'ambito di una manifestazione elettorale di Fratelli d'Italia", un ragazzo che farebbe parte di un gruppo di writer, che sarebbe conosciuto per i propri graffiti a tema politico, qualcuno che gravita nell'area "anarco-antagonista". I destinatari dell'obbligo di dimora non potranno uscire di casa tra le 21 e le 7, invece chi ha ricevuto l'obbligo di firma dovrà rispettarlo per tutti i giorni. Le misure servono a limitare la partecipazione a manifestazioni pubbliche. I sei, che hanno ricevuto queste misure, non farebbero parte del "gruppo di facinorosi" che avrebbero commesso i fatti più gravi di danneggiamento e violenza.
