Rissa e coltellate dopo un concerto a Milano: obbligo di dimora per il trapper Ddusi

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È stato disposto l’obbligo di dimora a Milano per il trapper Ddusi che, lo scorso weekend, è rimasto coinvolto in una rissa avvenuta in un locale del quartiere Corvetto.

Nella mattinata di ieri, lunedì 2 novembre, si è svolto il processo per direttissima nei confronti dei cinque ragazzi che, nella notte tra sabato e domenica, sono stati arrestati a seguito di una rissa avvenuta nel cortile esterno del locale Main Club di via Boncompagni in zona Corvetto a Milano.

Parliamo del trapper e produttore discografico 22enne Leonardo Siddu alias Ddusi, che è difeso dall'avvocata Eliana Reccia, lo stylist 22enne Giona Zumaglini, la sua fidanzata 25enne Iris M. e due amici di 19 e 21 anni, Alessandro C. e Gabriele P. Per Ddusi, Zumaglini e la fidanzata è stato disposto l'obbligo di dimora a Milano. Non potranno quindi uscire dai confini del capoluogo se non per motivi precisi e dietro autorizzazione. Per gli altri due è stato disposto invece il divieto di dimora a Milano.

I fatti sono accaduti attorno alle 02:30 di notte. I vigilantes del locale Main Club hanno allertato le forze dell'ordine segnalando una rissa. Sono stati così inviati tre equipaggi del nucleo Radiomobile dei carabinieri in via Boncompagni. Stando a quanto ricostruito dai carabinieri, che hanno sentito testimoni e analizzato le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza del locale, sarebbe nato un litigio, tra Zumaglini e Ddusi e i due bergamaschi, all'ingresso della sala dove si stava svolgendo il concerto del trapper Melons.

Stando a quanto appreso da Fanpage.it, Ddusi ha riportato una ferita al naso e, per questo motivo, è stato trasferito all'ospedale Fatebenefratelli. I due ragazzi bergamaschi, invece, avrebbero riportato ferite, causate da un coltello a serramanico con lama di dieci centimetri, alla gamba destra e al braccio destro: entrambi sono stati trasferiti all'ospedale Policlinico. Sembrerebbe che a colpirli sia stato Zumaglini, che sarebbe stato disarmato da un vigilante. avrebbe dato tre fendenti a Gabriele P. e due ad Alessandro C. Sempre sulla base di quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stata la fidanzata ad allungare il coltello a Zumaglini, che dovrà rispondere anche dall'accusa di lesioni personali aggravate e porto abusivo di arma da taglio in zone affollate in concorso con la fidanzata.

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