Riccardo Claris ucciso a Bergamo, chiesto il processo per Jacopo De Simone: è accusato di omicidio aggravato

Si terrà il prossimo 11 marzo l'udienza preliminare del processo a carico di Jacopo De Simone, accusato dell'omicidio di Riccardo Claris. Il 19enne lo ha accoltellato a morte lo scorso 4 maggio a Bergamo, quando ormai la lite esplosa poco prima in un bar sembrava essersi placata. Il giudice Luca Bonifacio dovrà decidere se riconoscere l'aggravante dei futili motivi contestata dalla pm Maria Esposito. In quel caso, De Simone, difeso dall'avvocato Luca Bosisio, verrà processato in Corte d'Assise e rischierà l'ergastolo. La madre, la sorella e la nonna di Claris, assiste dagli avvocati Fabrizio Losito, Michele Facchinetti e Federico Merelli, compariranno come parti offese.
Claris e De Simone si erano incontrati quella sera in un bar di Borgo Santa Caterina, ciascuno con la propria comitiva di amici. Il locale era solitamente frequentato da tifosi dell'Atalanta, come il consulente finanziario 26enne, ma a un certo punto il 19enne aveva fatto partire un coro interista, che accese una discussione tra i presenti. De Simone si era ritrovato inseguito da Claris e altri tifosi della Dea.
Arrivato a casa, non lontano dallo stadio dell'Atalanta, De Simone era salito nell'appartamento e, dopo aver parlato con la madre, era tornato in strada armato di coltello. Mentre la donna cercava di placare gli animi dei presenti e Claris si stava ormai allontanando, il 19enne l'ha accoltellato alla schiena con un colpo "da abbraccio" recidendogli l'aorta.
Davanti alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bergamo, Maria Beatrice Parati, De Simone ha sostenuto di aver agito per difendere suo fratello. Per la gip, invece, sarebbe stato mosso "da intenti di vendetta e giustizia privata". La pm Esposito gli contesta l'omicidio aggravato dai futili motivi e il porto abusivo d'armi. Tre amici di Claris, invece, sono indagati per minacce aggravate.