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Inchiesta sull’urbanistica a Milano

Processo Hidden Garden, cittadini saranno parte civile: potranno chiedere risarcimenti al posto del Comune di Milano

Saranno 24 cittadini a chiedere risarcimenti danni nel processo per abuso edilizio a carico del progetto Hidden Garden di piazza Aspromonte a Milano. Il Comune viene così sostituito per “inerzia”, ma potrà aderire all’azione popolare.
A cura di Enrico Spaccini
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Hidden Garden di Bluestone in piazza Aspromonte a Milano (foto da LaPresse)
Hidden Garden di Bluestone in piazza Aspromonte a Milano (foto da LaPresse)
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La giudice dell'udienza preliminare Maria Beatrice Parati del Tribunale di Milano ha ammesso 24 cittadini milanesi come parte civile del processo per lottizzazione abusiva del progetto Hidden Garden di Bluestone, in piazza Aspromonte. Si tratta di una "azione popolare", proposta insieme all'avvocata Veronica Dini, che permetterebbe loro di chiedere un risarcimento danni al posto dell'amministrazione comunale. Il Comune di Milano, infatti, aveva deciso con una delibera del febbraio 2024 di non costituirsi parte civile, ritenendo che non vi fossero stati reati nell'iter della torre da 7 piani, e alta 27 metri, al posto di un edificio da 3 piani e una villetta. Tra costruttori, professionisti e dipendenti comunali, gli imputati sono in tutto 26.

Le indagini della Procura di Milano erano state aperte oltre tre anni fa ed erano state le prime di una lunga serie. Tra i 26 imputati con le accuse, a vario titolo, di lottizzazione abusiva, abuso edilizio, falso e corruzione compaiono Andrea Bezzicheri, patron del gruppo immobiliare Bluestone, l'ex presidente della Commissione Paesaggio del Comune di Milano Giuseppe Marinoni, il suo ex vicepresidente Giovanni Oggioni e l'ex componente Alessandro Scandurra. Secondo la pm Marina Petruzzella, la torre Hidden Garden sarebbe stata costruita "all'interno di un cortile" attraverso una Scia per "ristrutturazione edilizia", quando in realtà si sarebbe trattato di una "nuova costruzione".

Ieri, giovedì 9 aprile, si è tenuta l'udienza preliminare in Tribunale dove la giudice Parati ha accolto l'azione popolare di 24 cittadini milanesi, residenti ed elettori in città. Saranno loro, dunque, a sostituire il Comune nella richiesta di risarcimento danni, in quanto l'amministrazione comunale si è resa inerte. Come previsto dalla norma, "l'inerzia", requisito fondamentale per far scattare l'azione sostitutiva dei cittadini, prescinde dal fatto che l'ente pubblico si sia o meno pronunciato con una delibera. Si parla, infatti, di "inerzia processuale" e se il Comune vorrà, potrà in ogni momento aderire all'azione popolare subentrando ai cittadini.

Per questo motivo, al termine dell'udienza, l’Avvocatura comunale Antonello Mandarano ha chiesto il rinvio al 30 aprile. In questo modo, Palazzo Marino avrà tempo per decidere come muoversi su questo fronte. Non sono state ammesse, invece, le parti civili di 18 proprietari di appartamenti nel palazzo. Secondo la giudice, il loro eventuale danno dipenderebbe da fatti estranei alle condotte in corso di accertamento nel processo, come l'eventuale malafede di chi ha venduto le case. Potranno dunque chiedere un risarcimento in sede civile, ma non nel corso di questo processo penale.

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