video suggerito
video suggerito

Poliziotti alle udienze della maschera licenziata dalla Scala, la procura apre un’indagine: “Interferenze illecite”

La procura ha aperto un fascicolo per indagare sulla presunta presenza di poliziotti alle udienze sul caso della maschera licenziata dal Teatro alla Scala. “Interferenze di questo tipo? Un attacco all’equilibrio democratico”, ha denunciato il sindacato a Fanpage.it.
A cura di Giulia Ghirardi
59 CONDIVISIONI
Il Teatro alla Scala di Milano – Foto da LaPresse
Il Teatro alla Scala di Milano – Foto da LaPresse

Lo scorso 4 maggio una maschera del Teatro alla Scala è stata licenziata per aver gridato "Palestina Libera" in occasione del concerto inaugurale della 58esima assemblea dell’Asian Development Bank organizzato dal MEF (Ministero dell'economia e delle finanze) al quale, tra gli altri, ha partecipato anche Giorgia Meloni. Un licenziamento che lo scorso novembre, a circa 6 mesi di distanza, è stato poi ritenuto "illegittimo" dal Tribunale del Lavoro che ha condannato la Scala a risarcire la maschera di tutte le mensilità intercorse dal licenziamento alla scadenza naturale del contratto. In questi giorni la vicenda – che pareva ormai chiusa – è tornata sotto i riflettori per quanto sarebbe accaduto durante le udienze: l'ingresso in Tribunale di persone qualificatesi come appartenenti alle forze dell'ordine e interessate al procedimento. Un fatto anomalo che ha spinto la presidenza del Tribunale a trasmettere gli atti in procura per le opportune verifiche.

Poliziotti alle udienze della maschera licenziata dalla Scala

A denunciare pubblicamente la vicenda è stato il sindacato Cub Informazione & Spettacolo di Milano che a Fanpage.it ha parlato di una "situazione poco chiara" che si sarebbe verificata nel corso di un'udienza relativa alla causa di lavoro che ha visto coinvolta la maschera licenziata dal Teatro alla Scala, da loro assistita. Secondo quanto ricostruito, pare che in tre diverse occasioni – tra settembre e novembre 2025 – soggetti presentatisi come poliziotti e, in due casi, come carabinieri, avrebbero chiesto informazioni sul procedimento, interrotto le udienze o tentato di acquisire la relativa documentazione.

Per questo, il giudice del lavoro Antonio Lombardi avrebbe messo per iscritto tre distinti episodi. Il primo: 3 uomini, qualificatisi come Digos, due in abiti civili e uno in divisa, sarebbero entrati in aula mentre era in corso l'udienza per accertarsi che si trattasse del procedimento relativo alla maschera per offrire supporto in ragione della presenza di manifestanti all'esterno. Tuttavia, alla fine dell'udienza uno di loro sarebbe tornato per chiedere se la giovane fosse stata sentita e quali decisioni fossero state prese. Un'altra volta, a novembre, insieme a due persone in borghese, un carabiniere avrebbe bussato alla porta del magistrato per domandare numero e intestazione del fascicolo. Infine, il giorno successivo alla sentenza di "illegittimità", lo stesso carabiniere si sarebbe presentato in cancelleria, sostenendo di dover avere una copia del provvedimento. È a quel punto che il presidente del tribunale, Fabio Roia, di fronte a quanto riferitogli dal giudice e poi confermato dal personale di cancelleria, avrebbe trasmesso gli atti in procura per valutare condotte "improprie" che costituirebbero "potenziali interferenze nel sereno esercizio dell'attività giurisdizionale".

Contattato da Fanpage.it, però, il questore di Milano Bruno Megale ha escluso che gli agenti impegnati nei servizi d'ordine siano mai entrati in quelle giornate negli uffici giudiziari. Intanto, la procura ha aperto un fascicolo a modello 45, ovvero senza ipotesi di reato, per indagare sull'accaduto. Contestualmente, il sindacato ha chiesto chiarimenti urgenti: "Chi ha disposto tali iniziative? A quale titolo? Con quali motivazioni". E avverte: se confermate, "interferenze, anche solo potenziali, colpirebbero non solo le parti, ma l'equilibrio democratico stesso".

59 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views