Perché Fondazione Milano Cortina ha chiesto un prestito di 5 mln a Regione Lombardia a pochi giorni dalle Olimpiadi

Il braciere Olimpico si accenderà il 6 febbraio, ma pochi giorni fa– meno di dieci dall'inizio dei Giochi – Fondazione Milano Cortina 2026 ha bussato alla porta di Regione Lombardia per chiedere un prestito di 5 milioni di euro. Il motivo, riportato in un emendamento presentato dal sottosegretario leghista Mauro Piazza durante il Consiglio Regionale per discutere il disegno di legge sui volontari nello sport, sarebbe la "massima urgenza di liquidità". L'emendamento non trova l'appoggio delle opposizioni – Partito Democratico e Movimento 5 Stelle – che definiscono l'operazione "poco chiara nelle finalità e nei criteri e che rischia di trasformare una buona legge simbolica – sulla quale maggioranza e opposizione avevano lavorato per settimane – in un contenitore opaco per altre poste di spesa", come ha dichiarato in quell'occasione la consigliera pentastellata Paola Pizzighini.
Alla luce di quanto emerso durante il Consiglio Regionale, è lecito chiedersi: Ma a cosa sono destinati questi soldi? Perché la richiesta è arrivata a ridosso delle Olimpiadi? Si tratta di costi che non sono stati previsti in tempo? Fanpage.it ha fatto tutte queste domande ai diretti interessati. Se Fondazione Milano-Cortina non ha risposto, Regione Lombardia ha fornito delucidazioni in merito all'accaduto.
Stando a quanto dichiarato da Regione, "Il finanziamento regionale è finalizzato a garantire la piena operatività delle attività connesse allo svolgimento dei Giochi Olimpici e Paralimpici sul territorio lombardo, come previsto dalla delibera del Consiglio regionale. Si tratta di un supporto di cassa temporaneo che consente alla Fondazione di assicurare continuità ai servizi e agli interventi programmati in vista dell’evento".
Di fatto, quindi, non si tratterebbe di soldi che servono per coprire i costi aggiuntivi di interventi che non erano stati inseriti nella pianificazione condivisa con gli enti territoriali, ma per garantire a Fondazione Milano Cortina 2026 un supporto di natura esclusivamente finanziaria. Questo significa che i cinque milioni di euro non sono legati "a variazione di costo, ma alla necessità di assicurare tempestività nei pagamenti in una fase in cui le attività raggiungono il loro massimo livello di concentrazione, mentre una parte delle entrate tipiche dei grandi eventi matura in un momento successivo".
In poche parole: è il momento in cui fondazione deve avere la disponibilità di pagare tutto quello che serve per le rifiniture (strutturali e non) affinché le Olimpiadi inizino nel migliore dei modi, ma questa necessità non coincide con i tempi di incasso delle entrate, perché molte di queste arriveranno alla fine dei Giochi, "in particolare quelle derivanti dalle sponsorizzazioni, dal CIO, dalla biglietteria".
La domanda che sorge spontanea, però, è: perché questi calcoli non sono stati fatti prima, senza arrivare a ridosso della cerimonia di apertura dei Giochi?
Regione Lombardia ha specificato a Fanpage.it che la gestione di un grande evento come le Olimpiadi "comporta fisiologici picchi di attività e di impegni economici concentrati nelle settimane immediatamente precedenti l’avvio". Inoltre, non sarebbe la prima volta che Fondazione Milano Cortina chiede un prestito a Regione Lombardia "per garantire la massima fluidità operativa nella fase più intensa della preparazione". Prestito che, però, sarebbe stato già integralmente restituito.
La stessa cosa, stando a quando dichiarato da Regione Lombardia a Fanpage.it, avverrebbe per questi 5 milioni: "Come stabilito dalla delibera regionale, la Fondazione restituirà l’importo entro il 31 luglio 2026, senza interessi".