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Sta facendo discutere la richiesta di coprifuoco concordata dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e i sindaci delle città capoluogo, l'Anci e i capigruppo dei partiti presenti in Consiglio Regionale. Da una parte ci sono i ristoratori e i centri commerciali contrari a un coprifuoco che avrebbe un impatto negativo sui loro profitti, dall'altro il Cts (Comitato Tecnico Scientifico) lombardo che invece lo ritiene necessario vista la "situazione esplosiva" in particolare in città come Milano, dove i casi di Covid-19 crescono – tanto che ieri sono stati raggiunti i 1.054 positivi in provincia e i 515 in città – e che premono per l'adozione di misure mirate anche più restrittive per queste realtà.

Cts: Per Milano coprifuoco dalle 23 non è sufficiente

Fabrizio Pregliasco, uno dei membri del Cts sostiene che l'idea di un coprifuoco sia indispensabile per la Lombardia, ma che prevederlo solo dalle 23 alle 5 per alcune città come Milano non sia sufficiente: "Il Cts aveva spinto per una chiusura dei locali alle 21 o anche prima. Bloccare tutto dalla 23 alle 5 credo non sia del tutto sufficiente per Milano che per densità di popolazione, interscambi lavorativi, contatti legati alla tipologia abitativa, è un malato più grave". Proprio il virologo nell'intervista rilasciata ieri a Fanpage.it ha spiegato che il coprifuoco è una soluzione intermedia, un tentativo per evitare di colpire tutto in modo indiscriminato e soprattutto per evitare il lockdown considerato che, secondo Pregliasco, se dovessero aumentare i contagi potrebbe essere un'ipotesi concreta.

Galli: Interventi mirati da valutare zona per zona, mirati in base alle realtà

Dello stesso avviso Massimo Galli, direttore malattie infettive all'ospedale Sacco di Milano che insieme a Marino Faccini, direttore di malattie infettive dell'Agenzia di tutela della salute di Milano e Marco Rizzi, direttore dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo hanno redatto un documento dal titolo "Fate presto". Per il professore Galli, l'idea del coprifuoco è un messaggio per i cittadini di rimanere a casa, ma come per il collega Pregliasco ci sono alcune situazioni in cui è necessario adottare altre misure: "Servono interventi mirati da valutare zona per zona, mirati in base alle diverse realtà", ha spiegato Galli secondo quanto riporta il quotidiano "Il Giorno". Proprio il direttore Galli, in un'intervista a Fanpage.it aveva dato quindici giorni di tempo alla città per mettere in campo delle misure che potessero ridurre il numero dei contagi. Ipotesi confermata dalle proiezioni rese note dalla Regione secondo le quali in assenza di provvedimenti in Lombardia si potrebbe arrivare a seicento persone in terapia intensiva e quattromila ricoverati per Covid.