Omicidio Rogoredo, trovati 5mila euro nella casa di Cinturrino. Il capo della polizia: “Va destituito subito”

"Dovevo essere quello che faceva osservare la legge, ho sbagliato. Chiedo scusa a tutte le persone che indossano la divisa". È quello che ha detto ieri mattina, martedì 24 febbraio, Carmelo Cinturrino al suo avvocato Pietro Porciani prima di iniziare l'interrogatorio con il giudice per le indagini preliminari Domenico Santoro. Il 42enne, assistente capo del Commissariato di Mecenate, è detenuto nel carcere di San Vittore dal 23 febbraio con l'accusa di omicidio volontario, per aver sparato e ucciso Abderrahim Mansouri lo scorso 26 gennaio nei pressi di Rogoredo, nella periferia sud di Milano. "Ha ammesso i suoi errori", ha dichiarato il legale, il quale ha però aggiunto che Cinturrino ha negato di aver mai preso soldi e droga dai pusher come invece gli accusano i colleghi. Intanto, gli inquirenti hanno sequestrato nella sua casa a Carpiano 5mila euro e Vittorio Pisani, capo della polizia di Stato, ha dato disposizione al questore di Milano Bruno Megale di avviare il procedimento disciplinare per la sua destituzione.

Come riportato dal Corriere della Sera, gli inquirenti nelle scorse ore hanno perquisito la casa di Cinturrino a Carpiano (nella Città Metropolitana di Milano, al confine con la provincia di Pavia). Al suo interno sono stati trovati, e sequestrati, 5mila euro in contanti, mentre non sarebbe stata trovata traccia di sostanze stupefacenti. Il 42enne ha dichiarato di essersi fatto "prestare" quel denaro "in questi giorni per sostenere le spese legali" e ha assicurato di non usare "droghe". La Procura ha comunque deciso di sottoporlo all'esame del capello, che potrà dare ulteriori conferme in merito.
Gli inquirenti basano i propri sospetti su un presunto giro di spaccio e di ricatti su diverse testimonianze e sulle dichiarazioni rese da alcuni colleghi di Cinturrino durante gli interrogatori dello scorso 19 febbraio. I poliziotti hanno parlato di atteggiamenti "violenti" e "fuori controllo" da parte dell'assistente capo, raccontando che "voleva che spacciatori e tossici tirassero fuori droga e soldi" anche a costo di "picchiarli con un bastone". A volte si sarebbe scagliato anche contro un uomo "in carrozzina", che avrebbe preso a "martellate" e "schiaffi".
Proprio a Mansouri pare che Cinturrino avesse chiesto per un certo periodo una sorta di "pizzo" quotidiano da "200 euro e 5 grammi di cocaina". Alcuni testimoni avrebbero raccontato che il 28enne marocchino qualche giorno prima di morire avrebbe detto di non avere più intenzione di sottostare a quelle richieste. A sua volta, il poliziotto 42enne ha negato davanti al gip Santoro di aver mai preso soldi o droga dai pusher e di aver alterato la scena dello sparo perché aveva "perso la testa dopo aver visto Mansuori che stava morendo". Nelle prossime ore il giudice dovrà decidere in merito alla misura cautelare in carcere richiesta dal procuratore Marcello Viola e dal pm Giovanni Tarzia.
Intanto, il capo della polizia di Stato, Vittorio Pisani, ha dichiarato di aver "dato disposizione al questore di Milano di nominare il funzionario istruttore per avviare il procedimento disciplinare per la sua destituzione". Secondo il dirigente generale della pubblica sicurezza, "chi tradisce la nostra missione tradisce anzitutto il giuramento di fedeltà alla Repubblica". Solitamente nei casi giudiziari che riguardano agenti di polizia si attende quantomeno il rinvio a giudizio prima di prendere decisioni disciplinari. Secondo Pisani, però, "questo caso è abbastanza chiaro e di estrema gravità, quindi per noi va destituito subito". Il capo della polizia ha anche assicurato che l'attività ispettiva "sarà estesa all'intero commissariato" a cui faceva riferimento Cinturrino.
