Ucciso a Rogoredo da un poliziotto

Omicidio Rogoredo, il cugino di Mansouri: “Forse aveva video del poliziotto mentre picchiava gente”

Il cugino di Abderrahim Mansouri, ucciso dall’agente Carmelo Cinturrino a Rogoredo, racconta a Fanpage.it: “Mi disse che il poliziotto voleva sempre più soldi”. Una testimonianza che apre nuovi scenari mentre continuano le indagini della Procura per ricostruire cosa sia accaduto.
A cura di Chiara Daffini
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"Carmelo Cinturrino diceva ai tossici di avere un sogno: prendere Abderrahim”. A raccontarlo a Fanpage.it è il cugino del 28enne Abderrahim Mansouri, che lo scorso 26 gennaio ha perso la vita dopo che l'agente di polizia Carmelo Cinturrino gli ha sparato un colpo in testa durante un controllo antidroga vicino al bosco di Rogoredo, periferia sud di Milano.

Cinturrino, che in una prima fase aveva provato a inscenare la legittima difesa posizionando un'arma giocattolo accanto al corpo agonizzante di Mansouri, è ora in carcere con l'accusa di omicidio volontario, mentre i colleghi che erano con lui sono indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso e sono stati trasferiti in altra sede rispetto al commissariato Mecenate dove la squadra operava. Sulla vicenda della morte di Mansouri gli investigatori stanno tentando di far luce e solo le indagini potranno ricostruire l'esatta dinamica in cui è maturato l'omicidio di Rogoredo.

Il cugino di Abderrahim, chiedendo di rimanere anonimo, ha deciso di raccontare a Fanpage.it la sua verità, come tutte le altre testimonianze ora al vaglio della Procura di Milano.

Da sinistra: Abderrahim Mansouri, 28 anni, e Carmelo Cinturrino, 41 anni
Da sinistra: Abderrahim Mansouri, 28 anni, e Carmelo Cinturrino, 41 anni

Quando hai visto per l'ultima volta Abderrahim?
"Ho visto mio cugino l'ultimo giorno prima che morisse, era domenica ed ero andato con lui a giocare una partita di calcio la sera tardi".

Ti ricordi che cosa ti ha detto in quell'occasione?
"Quella sera, mentre camminavamo verso il campetto, mi ha spiegato di quel poliziotto che si chiama Carmelo, ma è detto Luca. Si conoscevano da credo due o tre anni. Abderrahim mi raccontava che Luca arrivava al bosco di Rogoredo e diceva alla gente di dire a Zack, cioè a lui, di dargli il suo ‘bite', cioè il suo ‘pezzo'. Io avevo consigliato a mio cugino di accontentarlo, di dargli quello che voleva, ma Abderrahim diceva che Luca voleva sempre di più, non si accontentava mai".

Come è iniziato tutto?
"Abderrahim mi ha raccontato che un tempo lasciava una persona con la carrozzina al mattino a vendere al bosco, perché lui non riusciva, diceva che era troppo pericoloso. Ogni giorno, diceva Abderrahim, Carmelo Luca arrivava a prendere i soldi da quell'uomo in carrozzina, lo picchiava e prendeva anche eroina e cocaina. Quel poliziotto andava sempre nel bosco e mandava i suoi colleghi in altri posti, per lasciar lavorare chi spacciava per mio cugino e prendersi poi i soldi della mattina, tanto che ormai Abderrahim diceva di non essere più interessato dai guadagni del mattino, perché sapeva che se li prendeva tutti Luca, lui lavorava la sera".

E poi cosa è successo?
"Tre giorni, una settimana prima di quel racconto l'uomo che era sulla la carrozzina è finito in ospedale e quindi non poteva più vendere al bosco. Per questo è stato più difficile per Luca avere i soldi, perché la persona che mio cugino ha messo in sostituzione era più furba del ragazzo in carrozzina e quando luca si presentava al mattino diceva di non aver venduto niente. Infatti il poliziotto continuava a dire ai tossici di riferire ad Abderrahim di dargli il suo bite".

C'era un accordo tra loro?
"Erano arrivati all'accordo di 200 euro al giorno, ma Luca aveva iniziato a dire che non gli bastava e così mio cugino l'ha mandato a fare in cul*, gli ha detto che non gli avrebbe dato più niente. È stato in quel momento che Carmelo Luca l'ha minacciato di sparargli".

Abderrahim aveva paura di quel poliziotto?
"Sì, lui sapeva quando Luca lavorava e andava al bosco dopo la fine dei suoi turni per non incontrarlo. Mi diceva che voleva tornare in Marocco e non lavorare più qui, perché Carmelo glielo impediva".

Che tu sappia, Abderrahim aveva dei video, delle registrazioni, che potevano incastrare Luca?
"Forse sul suo cellulare, magari li poteva avere video in cui Luca stava picchiando la gente col martello. Anche l’altro ragazzo che lavorava insieme a lui dice che aveva qualche video, perché quando scappavano dalla polizia stavano nascosti da qualche parte e vedevano che cosa faceva Luca. E mi ha detto che qualche volta Luca potrebbe averli visti fare video".

Come si comportava l'agente Cinturrino nel bosco?
"Ogni volta che entrava picchiava la gente, arrivava ogni mattina a prendere le cose: cocaina la vendeva, il resto lo metteva in tasca e non so…"

Era da solo?
"No, lo faceva davanti a uno che stava sempre insieme a lui, un altro poliziotto. Mi chiedo: come mai i suoi colleghi, gli altri agenti, non parlano di queste cose?"

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