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Omicidio di Laura Ziliani: arrestate le figlie
16 Ottobre 2021
10:58

Omicidio Laura Ziliani: “L’ex vigilessa sapeva del triangolo amoroso tra le sue figlie e Mirto”

Laura Ziliani, l’ex vigilessa uccisa a Temù la notte tra il 7 e l’8 maggio, “sapeva del triangolo amoroso tra le sue due figlie Paola e Silvia e Mirto Milani”, ora tutti e tre in carcere con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Lo rivela la trasmissione “Quarto Grado” precisando che la donna lo aveva confessato anche a una sua amica.
A cura di Giorgia Venturini
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Omicidio di Laura Ziliani: arrestate le figlie

"Laura Ziliani sapeva del triangolo amoroso tra le due figlie Paola e Silvia e Mirto Milani, ufficialmente il fidanzato della maggiore. Lo aveva confessato a un'amica". È l'ultimo colpo di scena del giallo sull'omicidio dell'ex vigilessa di Temù rivelato nella puntata di ieri di "Quarto Grado". A confessare il triangolo sentimentale erano stati gli stessi tre protagonisti, ora tutti in carcere con l'accusa di omicidio, agli investigatori. Sia la 19enne Paola Zani che il 26enne originario del Lecchese, spiegando ai militari perché il loro cellulare era stato consegnato ripulito da qualsiasi contenuto, avevano precisato che si vergognava all'idea che altre persone potessero venire a sapere che avevano una relazione segreta all'insaputa della sorella. Relazione che però, stando a quanto emerge nel programma tv, era accettata dalla sorella maggiore: le due sorelle infatti sono sempre apparse complici e mai rivali in amore.

Il movente dell'omicidio non sarebbe legato al triangolo amoroso

Questa doppia relazione di Mirto con entrambe le sue figlie però spaventava Laura tanto da avrebbe confessato le sue preoccupazioni a un'amica. Di certo per gli inquirenti un ruolo chiave nella vicenda è affidato a Mirto: "Le due sorelle sono state in parte manipolate da Milani", così scrive il giudice per le indagini preliminari Alessandra Sabatucci nell'ordinanza di custodia cautelare che ha disposto l'arresto dei tre con l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Per gli investigatori questo stretto rapporto tra gli arrestati ha contribuito a creare una forte complicità ma non sarebbe il movente dell'omicidio: le cause che hanno spinto figlie e genero a uccidere sarebbero da ricercare tutte sulla questione dell'eredità e divisione del patrimonio. Da tempo infatti Mirto, con i suoi genitori, si intrometteva negli affari di famiglia.

I sospetti sul doppio viaggio in discarica la mattina della scomparsa

Ora gli inquirenti stanno cercando le risposte alle ultime domande. Le prove dell'omicidio sarebbero da cercare anche in quel doppio viaggio in discarica la mattina dell'8 maggio, giorno in cui le due sorelle hanno chiamato i soccorsi per denunciare la scomparsa della madre. Le figlie infatti hanno raccontato che avevano appuntamento con la Ziliani, che era uscita per una passeggiata, per le 10 di mattina ma non si era presentata all'appuntamento. Così dopo 15 minuti Paola, Silvia e Mirto erano usciti di casa per andare in discarica e buttare due materassi: i tre hanno fatto due viaggi. I sospetti sono concentrati proprio su quei materassi che potevano contenere il Dna della donna e che Paola, Silvia e Mirto avevano così tanta fretta di buttare: purtroppo i materassi sono andati distrutti e non è stato possibile analizzarli. Al vaglio degli inquirenti ci sono anche i minuti impiegati nel tragitto da casa alla discarica: durante quei pochi minuti i tre avrebbero potuto spostare il corpo. Tracce del Dna invece potrebbero emergere dalla analisi del bagagliaio della macchina di Mirto, utilizzata per il trasporto in discarica e ora messa sotto sequestro.

I messaggi tra Laura e una sua amica e quel ritardo nella risposta

Resta riservato l'interrogatorio in Procura tra gli inquirenti e il sindaco di Temù Giuseppe Pasina, ascoltato come persona informata dei fatti. Intervenuto a Quarto Grado il primo cittadino non rivelano sulla sua conversazione con i magistrati ma tiene a ribadire ancora una volta che "Laura Ziliani giudicava Mirto un cattivo partito e che stava manipolando le sue figlie". La famiglia frequentava poco il paese ma i cittadini di Temù non hanno mai creduto all'ipotesi dell'incidente in montagna. Qui però Laura aveva delle amiche. E lo scambio di messaggi tra di loro potrebbe portare altri indizi: ad aprile un'amica di Laura le aveva chiesto se era andata in bici. L'ex vigilessa aveva risposto con un secco: "No, riposo". Poche ora dopo l'amica aveva riscritto ma Laura ha impiegato un giorno per rispondere: il ritardo nella riposta forse era stato dovuto alla famosa tisana preparata dalle figlie e che avrebbe narcotizzato la donna. Laura avrebbe dormito per circa 36 ore.

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