Il decreto legge che il Governo Draghi adotterà dal 7 fino al 30 aprile resterà valido per tutto il territorio nazionale. Ciò comporterà alcuni cambi nelle regole da seguire in rispetto delle misure anti Covid, mentre per tutto il periodo in questione nessuna regione potrà passare in zona gialla. Riapriranno invece le scuole fino alla prima media con lezioni in presenza, mentre le classi dalla seconda media in su procederanno con la didattica a distanza fino a nuovo ordine. La regione governata da Attilio Fontana, per cui la zona rossa era stata confermata almeno fino all'11 di aprile, oscillerà tra la permanenza in rosso e il passaggio in zona arancione. A quest'ultima potranno poi essere apportate alcune modifiche dall'amministrazione qualora la curva epidemica non desse garanzie. In questo caso, si tratterebbe di una zona arancione scuro, come già accaduto prima dell'ultimo passaggio in zona rossa. Ecco di seguito come cambieranno le regole in Lombardia con il nuovo dl dal 7 al 30 aprile.

Permanenza in zona rossa, i divieti

Dovesse restare in zona rossa, la Lombardia manterrebbe le attuali regole con alcune modifiche, dettate dal Governo Draghi. Gli spostamenti resteranno proibiti a meno di motivi di lavoro, salute o necessità. I cittadini saranno quindi tenuti a restare in casa e, al massimo, recarsi in attività commerciali che vendono beni di prima necessità, le quali resteranno aperte al pubblico. Non si potrà andare in Comuni diversi dal proprio e nemmeno cambiare regione. Divieto di uscire anche dalle 22 alle 5 se non per compravate esigenze. Chiusi invece tutti gli altri negozi e i ristoranti e i bar, che potranno continuare con l'asporto e la vendita a domicilio. Riaprono al contrario le scuole per la didattica in presenza degli alunni sino alla prima media.

Passaggio in zona arancione, le regole

Con il passaggio in zona arancione, si allenterebbero le misure. All'interno di questa zona, gli spostamenti sono concessi all'interno del proprio Comune o in Comuni diversi dai capoluoghi di provincia entro un raggio di 30 chilometri se si vive in centri con meno di 5.000 abitanti. Vietati tutti gli spostamenti, se non giustificati, dalle 22 alle 5 per via del coprifuoco nazionale. Riaprono i negozi che non vendono beni di prima necessità, ma restano ugualmente chiusi bar e ristoranti. Le scuole riaprono con la didattica in presenza per tutti, anche se gli studenti delle superiori frequenteranno per il 50 per cento in classe e il 50 per cento da casa. La percentuale potrà arrivare massimo al 75 per cento.