Il nuovo "caso" che rischia di non far dormire sonni tranquilli ad Attilio Fontana e a tutta la giunta della Regione Lombardia ha un nome e un cognome: Angelo Cordone. Il 66enne medico e manager abruzzese, già direttore generale del San Matteo di Pavia e con una lunga esperienza negli ospedali e nella sanità lombarda, è stato nominato direttore generale dell'Istituto neurologico Carlo Besta di Milano, un Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico (Irccs) di cui Cordone era già stato direttore sanitario dal 2016 al 2018. La nomina di Cordone è stata decisa all'unanimità dal Consiglio di amministrazione dell'istituto lo scorso 16 aprile, ma il nome di Cordone, come da prassi, è stato fatto dal presidente della Regione, Attilio Fontana.

Cordone è stato rinviato a giudizio

Fin qui, tutto secondo la prassi. Ma il caso che sta montando e che è già arrivato in Parlamento, dove il senatore del Pd Franco Mirabelli ha presentato un'interrogazione al ministro della Salute, riguarda le vicende giudiziarie di Cordone. Il manager è infatti stato rinviato a giudizio nel gennaio di quest'anno per l'ipotesi di reato di falso in atto pubblico. L'accusa riguarda presunti bilanci truccati dell'Irccs San Matteo, di cui come abbiamo scritto Cordone è stato direttore generale dal 2012 al 2015. Naturalmente la vicenda giudiziaria che coinvolge il manager è ancora agli esordi e, come per tutti, anche per Cordone vale la presunzione di innocenza. Ma di certo la sua nomina non ha mancato di suscitare polemiche, anche in seno alla stessa maggioranza: pare infatti che la vice presidente e assessora al Welfare Letizia Moratti non abbia gradito la nomina di Cordone e in tale ottica va letto un comunicato col quale di fatto ha preso le distanze dalla stessa, attribuendone il "merito" al solo presidente.

Il senatore del Pd Mirabelli ha presentato un'interrogazione al ministro della Salute

Dietro la nomina di Cordone, ritenuto vicino a Fratelli d'Italia e all'ex direttore generale del Welfare Carlo Lucchina, dominus della sanità lombarda ai tempi di Roberto Formigoni, ci sarebbero motivazioni politiche riconducibili al confronto-scontro in atto all'interno della maggioranza tra Fratelli d'Italia e la Lega. Di certo però, al di là delle ragioni politiche, il curriculum del manager abruzzese è di tutto rispetto e il problema relativo alla sua nomina è più che altro sull'opportunità di mettere alla guida di una struttura di eccellenza come il Besta una persona che si dovrà difendere in tribunale da accuse piuttosto pesanti relative alla guida di un altro importante ente. Da qui la richiesta del senatore Mirabelli al ministro Speranza: "Considerato che pur trattandosi di accuse in attesa di una sentenza definitiva, la scelta di nominare il dottor Cordone quale direttore generale dell'Irccs pochi mesi dopo il suo rinvio a giudizio appare quantomeno inopportuna e certamente non in discontinuità con la gestione della sanità lombarda degli ultimi decenni" e "considerato inoltre che l'Istituto neurologico Carlo Besta in quanto Irccs è un ente vigilato dal Ministero della salute – scrive il senatore Mirabelli nel testo dell'interrogazione – si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga che la nomina del dottor Cordone a direttore generale dell'Istituto neurologico Carlo Besta sia inopportuna e lesiva del prestigio dell'Istituto e quali iniziative intenda adottare, nell'ambito delle sue competenze, al fine di fare chiarezza sui motivi che hanno portato a questa scelta".