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Non rientra in carcere da un permesso premio, ricercata Alba Sevillano: nel 2011 aveva ucciso la vicina

È ricercata Alba Leonara Sevillano Zambrano, la donna di 42 anni che ieri è evasa dal carcere di Bollate. Nel 2011 aveva ucciso l’anziana vicina di casa.
A cura di Ilaria Quattrone
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Alba Sevillano
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Ha approfittato di un permesso premio per scappare: è questa l'ipotesi che avanza tra le forze dell'ordine che stanno indagando e cercando Alba Leonara Sevillano Zambrano, la donna di 42 anni che è fuggita dal carcere di Bollate dove stava scontando una condanna per l'omicidio della vicina di casa, Franca Monfrino, avvenuto nel 2011. La quarantaduenne, cittadina ecuadoriana, è scomparsa dalle 23 di sabato 15 febbraio 2026. Le forze dell'ordine la stanno cercando su tutto il territorio lombardo e non solo. Le ricerche sono estese all'intero Paese.

La donna usufruiva dei permessi premio, che le sono stati concessi nel 2023. Non era la prima volta che, infatti, usciva dalla casa di reclusione di Bollate. Sabato sera, però, non è più rientrata e, di conseguenza, sono partite le ricerche. Per Zambrano, il fine pena è previsto nel 2032. Il vicesegretario regionale per la Lombardia del sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe, lo ha definito "un evento irresponsabile e gravissimo" e chiede più agenti di polizia penitenziaria, in modo da poter aumentare anche i controlli.

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Zambrano è stata condannata per l'omicidio dell'anziana vicina di casa. La vittima si chiamava Franca Monfrini e aveva 81 anni ed è stata uccisa a ottobre 2011 in via Borsa. Le due si conoscevano perché, all'epoca, la 42enne era fidanzata con il figlio di alcuni vicini di casa della vittima. Zambrano, che nel 2011 era incinta e aveva 27 anni, l'ha uccisa perché dopo averla aiutata a portare nell'abitazione i sacchetti della spesa, è stata sorpresa a rovistare nella borsa dell'anziana. Monfrini, infatti, dopo essere entrata in casa, si era seduta davanti al computer. L'assassina, approfittando della distrazione dell'anziana, aveva iniziato a mettere le mani nella sacca. Dopo essere stata scoperta, era stata "minacciata" dall'81enne, che le aveva detto che avrebbe rivelato tutto al fidanzato.

La 27enne aveva preso un foulard e l'aveva strangolata. Poi, le aveva premuto un cuscino contro il viso. Era poi scappata con il bancomat della pensionata. Gli agenti della squadra mobile, erano riusciti a individuarla perché, dopo l'omicidio, aveva effettuato alcuni prelievi per duemila euro. Appena fermata, è stata perquisita e nella borsa sono stati trovati il bancomat e le chiavi di casa. A quel punto, ha confessato il delitto ed è stata arrestata.

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