Neonato abbandonato in un sacchetto a Cinisello, cosa succede ora a Leone: dalla tutela del Comune all’affido
Leone sta bene, respira autonomamente ed è fuori pericolo. Dopo il suo ritrovamento in un sacchetto di plastica, abbandonato in via Monte Ortigara a Cinisello Balsamo, nel Milanese, il neonato sta recuperando in ospedale. Ma mentre le sue condizioni di salute migliorano, resta aperta una domanda fondamentale: chi si prenderà cura di lui quando potrà lasciare il Niguarda?
Per rispondere a questa domanda Fanpage.it ha contattato il sindaco di Cinisello Balsamo, Giacomo Giovanni Ghilardi, che ha spiegato quali siano gli scenari possibili per il futuro del piccolo che dipenderà dalle decisioni del Tribunale per i minorenni, dagli accertamenti sulla sua famiglia d'origine e dalle procedure che verranno attivate per garantirgli protezione e continuità nelle cure. Intanto la Procura di Monza ha aperto un fascicolo per abbandono di minore e le forze dell'ordine sono al lavoro per risalire all'identità dei genitori.
Due procedimenti diversi: le indagini e il futuro del bambino
La prima questione, secondo il sindaco, riguarda l'accertamento delle responsabilità. Sulla vicenda stanno infatti lavorando gli organi investigativi, con il coordinamento della Procura e il coinvolgimento della squadra mobile. "L'abbandono di un neonato, in circostanze nelle quali la sua vita è stata messa in pericolo, è al centro degli accertamenti penali", ha sottolineato il primo cittadino a Fanpage.it.
Tuttavia, "in questo momento ci sono due situazioni", ha continuato Ghilardi. Da una parte c'è il procedimento ordinario che dovrà ricostruire i fatti e individuare chi abbia lasciato il bambino, dall'altra c'è il percorso che riguarda direttamente la sua tutela e il suo futuro. "Quando avvengono questi abbandoni entro 48-72 ore dovrebbe esprimersi il Tribunale", ha riferito il sindaco, chiarendo che le decisioni spettano all'autorità giudiziaria.
In assenza di genitori riconosciuti come idonei e di parenti che possano occuparsi del piccolo, una delle possibilità è la nomina del Comune come tutore. A quel punto l'amministrazione, attraverso i servizi sociali, potrebbe attivare le procedure necessarie per individuare una famiglia a cui affidare il neonato. "Le strade possibili sono due: rivolgersi alle famiglie affidatarie selezionate dal Tribunale per i minorenni, inserite nelle apposite liste, oppure valutare quelle presenti negli elenchi comunali per l'affido e l'adozione", ha aggiunto il sindaco.
L'ipotesi dell'affido preadottivo
Tra gli scenari che vengono considerati c'è quello dell'affido preadottivo, una possibilità che il sindaco ha indicato come plausibile, pur precisando che occorrerà attendere le decisioni del Tribunale. "In teoria, dalla riunione che abbiamo fatto subito nelle ore successive alla notizia con i servizi sociali, questa è la soluzione che consente di dare continuità al bambino", ha spiegato Ghilardi a Fanpage.it.
Il percorso, tuttavia, non è automatico. Occorrerà capire quale soluzione risponda meglio alle esigenze del neonato e quali indicazioni verranno date dal Tribunale per i minorenni. "Questo è un caso molto particolare", ha osservato il sindaco, perché normalmente queste procedure si attivano in momenti diversi rispetto a un abbandono avvenuto appena due ore dopo la nascita. La scelta dovrà quindi tenere conto delle specificità della vicenda e delle valutazioni degli organismi competenti. Il punto centrale, in ogni caso, rimane uno e il primo cittadino non ha dubbi: "In questa fase la priorità è assicurare al piccolo un ambiente sicuro e stabile".
Che cos'è l'affido preadottivo e in cosa si differenzia dall'adozione
Il sindaco ha chiarito anche la differenza tra affido e adozione, due strumenti che "non devono essere confusi". L'affido preadottivo è una fase che può precedere l'adozione dello stesso bambino da parte della famiglia individuata, ma non equivale ancora a un'adozione definitiva. "L'affido preadottivo è l'affido con la possibilità poi di essere adottato dalla stessa famiglia, perché sono due cose diverse, seppur apparentemente simili", ha sottolineato Ghilardi.
La distinzione è importante perché la soluzione concreta dipenderà dal provvedimento del Tribunale. L'affidamento, infatti, può rispondere a esigenze differenti e non comporta necessariamente che il bambino venga poi adottato dalla famiglia affidataria. "È il Tribunale dei minori che ci dà le linee guida", ha continuato il sindaco. Sarà quindi l'autorità giudiziaria a stabilire il percorso da seguire, valutando le condizioni del piccolo e le eventuali persone disponibili a occuparsene.
E se i genitori si facessero avanti?
C'è poi un'altra eventualità che al momento non può essere esclusa: che la madre, il padre o altri familiari vengano identificati e chiedano di riconoscere il bambino o di occuparsi di lui. Anche in questo caso, però, il riconoscimento non determinerebbe automaticamente il ritorno del neonato nella famiglia d'origine. Come ha spiegato Ghilardi a Fanpage.it, "anche di fronte al riconoscimento del figlio, si dovrà valutare se sono idonei nel gestirlo".
Lo stesso ragionamento vale per eventuali parenti: la loro esistenza non sarebbe sufficiente, da sola, a stabilire che possano occuparsi del bambino. "Bisognerebbe accertare la loro idoneità e chiarire se siano estranei ai fatti o se abbiano un qualche coinvolgimento nella vicenda", ha aggiunto.
Le indagini della Procura
Accanto alla tutela del neonato, resta da capire chi lo abbia abbandonato e in quali circostanze. Un elemento su cui il sindaco ha richiamato l'attenzione riguarda la possibilità che la persona responsabile non coincida necessariamente con la madre. "Credo che, dopo un caso di questo tipo, il tema sia capire chi lo abbia abbandonato", ha riferito Ghilardi, ricordando che, per quanto gli risulta, non sarebbero emersi accessi ospedalieri riconducibili a una donna che avesse chiesto cure dopo il parto.
Il sindaco ha comunque invitato alla cautela nel ricostruire quanto accaduto, anche considerando le difficoltà fisiche che una donna potrebbe incontrare a poche ore dalla nascita del figlio. Da qui la necessità di verificare ogni ipotesi, compresa quella che il bambino possa essere stato abbandonato da una persona diversa dalla madre o per conto di qualcun altro. Per adesso "il neonato rimarrà al Niguarda ancora 15 giorni, poi in base a quello che il Tribunale deciderà e all'andamento delle indagini si capirà il suo futuro", ha concluso Ghilardi a Fanpage.it.