Museo del Patriarcato alla Fabbrica del Vapore di Milano: viaggio fino al 2148, l’anno dell’uguaglianza di genere

Alla Fabbrica del Vapore di Milano, fino a sabato 21 marzo, è possibile visitare il MUPA, il museo che racconta la società patriarcale dei nostri giorni. La mostra – allestita in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, l'8 marzo scorso – comprende 27 opere, di cui quattro inedite, tra cimeli, reperti, diorami, installazioni interattive e testimonianze che invitano a osservare con sguardo critico i comportamenti e le narrazioni che ancora oggi alimentano la violenza maschile sulle donne, smascherandone i meccanismi culturali che li determinano.
La visita al MUPA permette di compiere un viaggio nel futuro, che conduce fino all'anno 2148, cioè quello secondo l’ultimo Global Gender Gap Report, in cui sarà raggiunta l’uguaglianza di genere e il patriarcato sarà abbandonato da tutte e tutti. Inoltre la mostra evidenzia tutta l’assurdità, l’ingiustizia e la violenza nascosta nella nostra attuale vita quotidiana e sociale. Dal lavoro allo spazio digitale, dallo sport alla dimensione domestica e relazionale.
“Il MUPA ci spinge a interrogarci sul ruolo che giochiamo nel mantenere, trasformare o sfidare le strutture di potere che ci circondano. Un gesto politico e poetico insieme: immaginare un futuro in cui la violenza di genere e il patriarcato siano davvero solo un ricordo del passato. Oggi i dati della nostra ricerca ci dimostrano come anche lo sport che tocca profondamente le nostre vite sia segnato da paura e insicurezza da parte delle donne, autoesclusione e svalutazione delle discipline femminili. Tutti gli organi che governano lo sport devono adottare strumenti e risorse per prevenire e contrastare la violenza maschile contro le donne e lo sport deve essere incluso tra gli ambiti di prevenzione primaria dei Piani antiviolenza” dichiara Katia Scannavini, Co-Segretaria Generale di ActionAid Italia.
Le Bambole di Pezza, le cinque componenti del gruppo rock milanese al ritorno da Sanremo spiegano che “Il patriarcato non è un concetto astratto: è qualcosa che attraversa la vita quotidiana, nei commenti, negli spazi che ti fanno sentire fuori posto, nelle aspettative su come dovresti essere. L’idea di raccontarlo dentro un museo del futuro ci colpisce perché costringe a guardarlo per quello che è: un sistema di potere che ha prodotto disuguaglianze e violenza e che deve essere superato. Per noi la musica è sempre stata anche questo: uno spazio libero, dove nessuno deve chiedere il permesso di esistere, di esprimersi o di fare rumore. Se un giorno il patriarcato finirà davvero in un museo, vorrà dire che quel cambiamento culturale sarà finalmente diventato realtà”.
Il MUPA, oltre all’esposizione, propone talk, workshop, laboratori, lezioni e performance. È prevista anche un’area Kids con eventi dedicati, tutto in collaborazione con centri antiviolenza, reti e realtà femministe. L’ingresso all’esposizione e agli eventi è gratuito, ma è richiesta la registrazione. Il programma e i link di prenotazione sono disponibili su actionaid.it/mupa. Il MUPA è accessibile e inclusivo: gli spazi e i contenuti sono pensati per garantire accoglienza a persone con disabilità cognitive, motorie, visive e uditive, grazie a percorsi assistiti e materiali in formati accessibili.