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Muore dopo 15 giorni per una bomboletta esplosa, indagati titolare e addetto alla sicurezza dell’azienda

Alessandro Baggi è morto dopo 15 giorni di ricovero all’ospedale di Bergamo. Il 46enne è rimasto coinvolto nell’esplosione di una bomboletta mentre stava lavorando. La Procura, che indaga per omicidio colposo, ha iscritto nel registro degli indagati il titolare e l’addetto alla sicurezza dell’azienda.
A cura di Enrico Spaccini
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Alessandro Baggi (foto da Facebook)
Alessandro Baggi (foto da Facebook)

Alessandro Baggi è morto lo scorso 19 settembre all'ospedale Papa Giovanni XXIII dopo 15 giorni di ricovero. L'operaio 46enne di Sorisole (in provincia di Bergamo) era stato accompagnato lì dai suoi colleghi dopo un incidente sul lavoro a Dossena. Baggi si era calato in un pozzo con una bomboletta per riempire alcune crepe, ma questa è esplosa rilasciando esalazioni e procurandogli ustioni. Per la sua morte, è stata aperta un'inchiesta con l'ipotesi di reato di omicidio colposo e sono stati iscritti nel registro degli indagati il titolare e il referente per la sicurezza dell'azienda per la quale Baggi lavorava.

L'incidente nel pozzo e la morte in ospedale

Il 5 settembre scorso Baggi era impegnato in un intervento di trivellazione per il contenimento di movimento franosi a Dossena. L'azienda per la quale lavorava aveva avuto il subappalto da un'altra azienda che aveva ricevuto l'incarico dal Comune. Quel giorno, il 46enne doveva calarsi, con imbragatura, all'interno di un pozzo e con fiamma ossidrica e bomboletta riempire alcune crepe.

Per motivi ancora da chiarire, però, la bomboletta è esplosa ed è stato lui stesso a richiedere l'aiuto dei colleghi. Gli altri operai lo hanno estratto dal pozzo e lo hanno accompagnato all'ospedale di San Giovanni Bianco. Lì, considerate le sue condizioni, hanno optato per trasferirlo al Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove è stato ricoverato in terapia intensiva.

Secondo alcune testimonianze, Baggi si reggeva ancora in piedi quando lo hanno portato in pronto soccorso. Dopodiché, il 46enne è stato messo in coma farmacologico e, 15 giorni dopo, le sue condizioni si sono aggravate fino al decesso per alcune complicazioni.

Le indagini e l'autopsia

Ieri, lunedì 25 settembre, è stata eseguita l'autopsia sul corpo di Baggi come richiesto dalla pm Raffaella Latorraca. Il medico legale Matteo Marchesi dovrà vagliare anche la documentazione medica e la relazione completa è attesa entro 60 giorni.

Intanto l'esame ha già fatto emergere che le ustioni riportate da Baggi erano di primo e secondo grado. Bisognerà capire se queste sono state sufficienti da provocargli la morte, o altri elementi hanno contribuito al peggioramento delle sue condizioni, come il gas che avrebbe inalato. All'autopsia, comunque, hanno partecipato anche il consulente nominato dalla famiglia dell'operaio e quello dei due indagati per omicidio colposo.

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