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Morto davanti alla sede Sky a Milano, il fratello di Giovanni Sala: “Per l’autopsia, senza percosse sarebbe vivo”

“Aveva un’intossicazione da cocaina, ma il ginocchio tenuto pressato sul torace per più di 5 minuti ha inciso moltissimo sulla sua morte”. Il fratello di Giovanni Sala ha commentato a Fanpage.it i risultati dell’autopsia del medico legale esposti davanti alla Corte d’Assise, nel processo che vede due vigilanti indagati per omicidio preterintenzionale.
A cura di Enrico Spaccini
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Giovanni "Gianni" Sala (a sinistra) e il fratello Danilo (a destra)
Giovanni "Gianni" Sala (a sinistra) e il fratello Danilo (a destra)

"La relazione del medico legale della Procura di Milano parla di concause nella morte di mio fratello Giovanni. Aveva un'intossicazione da cocaina, ma il fatto che gli hanno tenuto un ginocchio pressato sul torace per più di cinque minuti ha inciso moltissimo. È chiaro che senza quelle percosse, non sarebbe morto". A parlare a Fanpage.it è Danilo Sala, fratello di "Gianni" deceduto nella notte tra il 19 e il 20 agosto 2023 davanti alla sede di Sky Italia a Rogoredo. Come ripreso dalle telecamere di sorveglianza, il 34enne era stato atterrato due volte da due vigilantes e, infine, bloccato sull'asfalto con un ginocchio premuto sulla schiena fino a quando aveva smesso di muoversi perché in arresto cardiaco. Ora le due guardie giurate, di 46 e 64 anni, stanno affrontando il processo in Corte d'Assise che li vede imputate di omicidio preterintenzionale.

Giovanni "Gianni" Sala
Giovanni "Gianni" Sala

Durante l'ultima udienza, che si è tenuta lo scorso martedì 27 gennaio, il medico legale Michelangelo Bruno Casali ha illustrato alla Corte gli esiti dell'autopsia eseguita sul corpo di Sala. L'esame aveva rilevato che il 34enne era deceduto per arresto cardiaco, che era positivo a cocaina e cannabinoidi e che non c'era alcuna frattura toracica.

Tuttavia, il perito ha sottolineato che quella notte Sala aveva "subito una pressione ininterrotta sul torace per più di cinque minuti", quando in un soggetto sano "anche solo quattro" minuti possono "provocare una significativa diminuzione dei parametri ventilatori". Considerando, dunque, l'intossicazione da cocaina e "un'ischemia miocardica" insorta prima di entrare in contatto con i due vigilanti, la "ipoventilazione polmonare" dovuta alle "manovre di contenimento corporeo" della guardia giurata sarebbe stata una "concausa" nel decesso di Sala.

"Il battito era già accelerato, ma è chiaro che una volta costretto a terra non ha retto", ha commentato Danilo Sala a Fanpage.it, "aveva un'intossicazione da cocaina, ma non avesse subito tutte quelle percosse, non sarebbe morto". Il consulente nominato dalla famiglia del 34enne, che si è costituita parte civile al processo, sarà ascoltato nel corso della prossima udienza, che si terrà il 19 febbraio. "Hanno già mostrato in Tribunale i video di quella sera, ero presente anch'io quel giorno", ha ricordato il fratello di Gianni, "sono immagini forti, mettono rabbia. Le due guardie giurate non hanno mai detto una parola in merito. Non so se lo faranno nelle prossime udienza, ma per ora nulla".

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