(Immagine di repertorio)
in foto: (Immagine di repertorio)

Un trapianto combinato fegato-rene dove il primo organo con un peso di sette chili è stato catalogato di "dimensioni XXL". All'ospedale Niguarda, l'équipe della chirurgia generale e dei trapianti diretta da Luciano De Carlis ha eseguito il centesimo trapianto di fegato del 2020. L'intervento – come si legge da una nota stampa pubblicata dall'ospedale Niguarda -, vista la complessità dell'operazione, è stato realizzato in due tempi.

Il rene è stato conservato in una macchina ipotermica

La procedura, che è stata eseguita al Niguarda Transplant Center, in quanto unico centro in cui è possibile svolgere queste genere di attività, prevede prima l'esportazione del fegato mentre il rene – che proviene dallo stesso donatore – viene conservato in una macchina ipotermica dove la circolazione è assistita in modo artificiale. Nel comunicato dell'ospedale infatti si legge che in questo modo, per un periodo più lungo rispetto al normale, si mantengono vitali i tessuti dell'organo. Il rene trapiantato è stato poi perfuso – e cioè è stata somministrata una soluzione che potesse mantenerlo – e impiantato due giorni dopo il trapianto. Questa distanza temporale tra un intervento e l'altro, è stata causata dalle dimensioni del fegato malato che superava i sette chili di peso quando in una persona sana sfiora i due chili. 

 De Carli: Nonostante il Covid, i trapianti di fegato non hanno subito battute di arresto

Non è stato facile eseguire cento interventi in un anno particolarmente critico e determinato dalla lotta al Coronavirus. Ma nonostante la pandemia, come afferma nella nota il direttore della Chirurgia generale e dei trapianti, Luciano De Carli "i trapianti di fegato non hanno subito battute di arresto, i numeri ci dicono infatti che ci attestiamo sullo stesso numero di interventi eseguiti l’anno scorso a ottobre".