Foto di repertorio
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Hanno pensato di sfidare il Dpcm organizzando una cena con 18 persone. È successo nella centralissima Milano, in un ristorante appena dietro piazza Duomo che nonostante i divieti ha tenuto la porta del proprio locale aperta per far accomodare i clienti. E ora al ristorante è stata sospesa la licenza per cinque giorni costringendolo a rinunciare anche al servizio d'asporto, esattamente come prevedono le sanzioni. L'obbligo di chiusura è scattato anche per tre circoli privati in zona Vigentino, Navigli e viale Monza: anche in questo caso i locali stavano proseguendo l'attività nonostante le disposizioni imposto dalle disposizioni governative.

Denunciato il proprietario di una macelleria

I controlli degli agenti della polizia locale sono proseguiti anche in altre zone di Milano: in via Segneri sono stati sequestrati 800 chili di frutta e verdura a due banchi abusivi per un valore complessivo della merce sequestrata di 3mila e 500 euro circa. Tutto il cibo sequestrato è stato poi donato all'associazione Pane Quotidiano Onlus. E ancora: altra via, altro intervento. È stato infine denunciato il proprietario di una macelleria di via Padova che non avrebbe rispettato una precedente sospensione dell'attività: allora era scattato lo stop dell'attività per aver violato le norme anti assembramento e di quelle che impongono l'esposizione di cartelli con la capienza massima.

Proprietario di una pizzeria senza mascherina

Solo tre giorni fa una pizzeria d'asporto di Monza è stata multa perché gli agenti della polizia hanno sorpreso il proprietario del locale a lavorare senza mascherina, oltre che a ricevere cliente all'interno del locale. Il proprietario è stato costretto ad abbassare la saracinesca per cinque giorni rinunciando al servizio d'asporto. Secondo quanto riferito dalla polizia non sarebbe la prima volta che il locale infrange una delle disposizioni anti contagio.