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Omicidio di Laura Ziliani: arrestate le figlie
26 Settembre 2021
12:32

Milani, il cantante lirico accusato dell’omicidio di Laura Ziliani: “Forse è a fare la bella vita”

Mirto Milani, in carcere per l’omicidio di Laura Ziliani, è l’unico sopranista del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Un video pubblicato su Youtube lo immortala mentre canta “Lascia ch’io pianga” di Haendel, accompagnato dal pianoforte. Il ventisettenne martedì comparirà davanti al gip per l’udienza di convalida.
A cura di Alessia Rabbai
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Omicidio di Laura Ziliani: arrestate le figlie

Il Conservatorio di Milano è senza il suo unico sopranista. Mirto Milani, in carcere preventivo accusato di essere uno dei presunti responsabili dell'omicidio dell'ex vigilessa cinquantaseienne Laura Ziliani, è iscritto al Conservatorio Giuseppe Verdi, che frequenta da febbraio del 2017. Un video pubblicato su Youtube mostra la sua performance, mentre si esibisce con “Lascia ch’io pianga” dal Rinaldo, celebre aria di Georg Friedrich Händel, accompagnato dal pianoforte. Una voce quella di Milani, che studia Canto Rinascimentale e Barocco, molto particolare e difficile da trovare in un uomo, essendo la più alta, in genere più diffusa tra quelle femminili e tipica dei falsettisti. La ripresa risale all'estate del 2017, durante la Festa europea della Musica al Castello Sforzesco, dov'era stato chiamato a partecipare, insieme ad altri eventi volti alla beneficenza. Una passione quella del canto lirico al quale Milani si dedica insieme allo studio della Psicologia. Sulla scomparsa della cinquantaseienne Milani intercettato lo scorso 31 maggio avrebbe detto: "Con i soldi del conto in banca forse è fare la bella vita".

Mirto Milani è tra gli arrestati per l'omicidio di Laura Ziliani

Mirto Milani, fidanzato della figlia maggiore di Laura Ziliani, Silvia Zani, è arrestato insieme alla compagna e alla sorella più piccola di lei per l'omicidio dell'ex vigilessa, scomparsa l'8 maggio da Temù in provincia di Brescia e trovata morta in un torrente mesi dopo. L'ipotesi di chi indaga al momento è che la cinquantaseienne sia stata drogata e stordita con un cocktail benzodiazepine e poi soffocata nel sonno con un cuscino. Il cadavere sarebbe stato poi conservato in un luogo al momento non noto, che ne avrebbe rallentato il processo di decomposizione e poi abbandonato. Tutti e tre avrebbero ordito un piano per ucciderla, con l'obiettivo di impossessarsi della sua eredità. Su Google cercavano indicazioni su come fare il delitto perfetto, ma a tradirli e a generare sospetti negli investigatori sono state le incongruenze dei loro racconti, i tabulati telefonici e le dichiarazioni dei vicini. Il prossimo martedì 28 settembre è fissato l'interrogatorio di garanzia al termine del quale il giudice delle indagini preliminari si esprimerà sulla convalida dell'arresto.

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