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Concorsi pilotati: Massimo Galli tra gli indagati
14 Ottobre 2021
8:32

“Mi auguro avesse telefono sotto controllo”: l’ira dei dirigenti del Sacco nei confronti di Galli

Dalle intercettazioni dell’inchiesta sui concorsi pilotati, che vede tra gli indagati il professore Massimo Galli, emerge come alcuni dirigenti del dipartimento di Scienze Biomediche e cliniche del Sacco di Milano, sarebbero stati a conoscenza del modus operandi adottato dal primario di Malattie Infettive nella costruzione dei bandi profilati sui curriculum dei suoi favoriti.
A cura di Ilaria Quattrone
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Concorsi pilotati: Massimo Galli tra gli indagati

Sembrerebbe che tutti sapessero: nelle intercettazioni dell'inchiesta sui concorsi "pilotati" all'Università Statale di Milano dove risulta indagato il noto professore Massimo Galli, primario del reparto di Malattie Infettive dell'ospedale Sacco, emergerebbe come diversi dirigenti del dipartimento di Scienze biometriche fossero a conoscenza del sistema che sarebbe stato adottato dall'infettivologo. Galli è accusato di aver costruito bandi profilati sui curriculum dei suoi favoriti. Oltre a lui sono indagate altre 32 persone tra professori, ricercatori e aspiranti docenti.

La ricercatrice: Mi auguro avesse il telefono sotto controllo

In una telefonata, riportata dal quotidiano "La Repubblica", tra la responsabile amministrativa del dipartimento di Scienze Biomediche e cliniche del Sacco, Monica Molinai, e la ricercatrice dello stesso dipartimento, Claudia Moscheni, emergerebbe come le due fossero a conoscenza dei meccanismi utilizzati dal professore: "Ma puoi chiamare la commissione e dire che l'altro ha già dichiarato che non si presenta, che tu non dovresti neanche sapere chi è l'altro". Ed è proprio Moscheni a dire: "Guarda io mi auguro che avesse il telefono sotto controllo, giuro". Uno degli episodi al quale le due fanno riferimento è quello che ha come protagonisti il primario di Malattie Infettive dell'ospedale Niguarda, Massimo Puoti, e Agostino Riva.

I titoli dei due aspiranti professori

I due si sono contesi il posto da professore di seconda fascia al dipartimento di Scienze biomediche e cliniche, concorso poi vinto da Riva (anche lui indagato) nonostante Puoti fosse più titolato: "Per gestire i titoli di quei due candidati lì, dovrà attaccarsi ai vetri eh" continua Moscheni. Sempre secondo "La Repubblica" nelle intercettazioni dell'inchiesta coordinata dai pubblici ministeri Luigi Furno e Carlo Scalas e dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, Galli avrebbe contattato Riva. I due, secondo gli inquirenti, avrebbero elaborato insieme il piano dei punteggi: "Scendi dalla Bianca e cominciamo a lavorare sull'assegnazione… Siamo in un ritardo pazzesco, ma dovremmo comunque farcela". L'infettivologo avrebbe continuato dicendo: "Dobbiamo ragionare, magari in due è meglio che one… sennò li metto io alla c… sperando che non ci siano casini e menate".

La promessa di far vincere il prossimo bando

Alla fine è Puoti a rinunciare al concorso. E proprio lui dirà in una conversazione con la moglie: "Sono riusciti a fregarmi sui titoli". Una amarezza che poi sarebbe stata ripagata. In una conversazione tra Puoti e Galli, sembrerebbe che il secondo abbia deciso di appoggiarlo in altri concorsi: "Il mio appoggio ce l'avrai, in tutte le sedi possibili eh". E quell'occasione sarebbe potuto essere un concorso all'Università di Napoli. In una conversazione tra il primario del Sacco e il professore dell'università di Brescia, Giampiero Carosi, viene detto: "Ci sarebbe una certa cosa – afferma il docente dell'ateneo bresciano – parliamone fra di noi un attimo…e cioè a lui di queste tre domande che ha messo in pratica gliene interessa una, quella universitaria di Napoli, si tratterebbe di dargli una mano lì a Napoli ecco". Galli avrebbe quindi risposto: "Massimo lo vedrò e gli darò anche un paio di dritte".

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