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Lorenzo Malaraggia morto dopo un dolore al ginocchio: la ricostruzione della vicenda ora per ora

Fanpage.it ha visionato la denuncia presentata dalla moglie di Lorenzo Malaraggia ai carabinieri di Lodi e, sulla base di quanto raccontato dalla donna ai militari, ha ricostruito ora per ora quanto accaduto.
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Lorenzo Malaraggia (foto da Facebook)
Lorenzo Malaraggia (foto da Facebook)

Si tiene oggi, giovedì 22 gennaio, l'autopsia sul corpo di Lorenzo Malaraggia, l'uomo di 54 anni morto stroncato da un arresto cardiaco il 18 gennaio all'ospedale Maggiore di Lodi dopo essersi fatto visitare in due ospedali diversi per un dolore al ginocchio. Sul caso dell'uomo indaga ora la Procura di Lodi. La famiglia dell'uomo intanto si è rivolta allo Studio3A-Valore Spa per fare chiarezza sull’accaduto. Lorenzo Malaraggia, 53 anni, residente a San Colombano al Lambro, nel Milanese, era sposato e padre di un bambino di 10 anni. Lavorava alla Formec Biffi – l'azienda di salse e sughi pronti – ed era molto conosciuto per la sue passioni per la musica e le auto.

Cosa è successo a Lorenzo Malaraggia: la ricostruzione

Fanpage.it ha visionato la denuncia presentata dalla moglie di Lorenzo Malaraggia ai carabinieri di Lodi e, sulla base di quanto raccontato dalla donna ai militari, ha ricostruito ora per ora quanto accaduto.

16 gennaio, ore 10. Secondo quanto riportato dalla donna venerdì 16 gennaio, verso le ore 10, il marito Lorenzo avrebbe iniziato ad accusare un dolore al ginocchio destro. Lui stesso ha chiamato il medico di famiglia che ha raggiunto poco dopo in studio. Il medico gli avrebbe prescritto degli antidolorifici (Voltaren e Muscoril in punture) perché al momento il ginocchio non era ancora gonfio. Sempre in mattinata, l'uomo sarebbe tornato a casa e si è sdraiato sul letto perché sentiva dolore.

17 gennaio, ore 8. Sabato 17 gennaio intorno alle 8 mentre la moglie era al lavoro è stata contattata dal marito Lorenzo che le avrebbe riferito di faticare a respirare e quindi lui stesso avrebbe chiamato il 118. Un’autoambulanza lo ha accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore di Lodi. Lui era lucido e lì è stato raggiunto dalla cognata. Da subito la cognata avrebbe riferito che mentre Lorenzo si trovava in sala d'attesa, nell'area C, i sanitari avevano preso i parametri vitali e gli avevano somministrato l'antidolorifico Toradol.

17 gennaio, ore 9 circa. Poco dopo gli avrebbero effettuato anche un'ecografia al ginocchiọ destro e infine dei raggi sempre al ginocchio destro. Dopo il controllo dei dei risultati dei due esami, i sanitari avrebbero riferito alla cognata di Lorenzo di aver riscontrato del liquido al ginocchio destro. Riferivano inoltre che dovevano aspettare l'ortopedico per siringare il liquido dal ginocchio, ma i tempi d'attesa erano lunghi in quanto vi erano diversi pazienti da visitare. Dal momento che sarebbe dovuto restare troppo tempo in sala d'aspetto, avrebbero ritenuto opportuno dimetterlo con un documento in cui è scritto che avrebbero siringato la gamba entro 10 giorni (previo appuntamento).

17 gennaio, ore 12.30. Lorenzo sarebbe rimasto in sala d'attesa sino alle 12.30, orario in cui si allontanava in macchina con la cognata che lo accompagnava nella sua casa di Cavenago D'Adda.

17 gennaio, ore 13.30. Alle 13.30 la moglie è andata a prendere il marito a casa della sorella. Prima però, avrebbe telefonato agli ospedali di Codogno e Casalpusterlengo che le dicevano che l'ortopedico non era disponibile. Quindi avrebbe poi telefonato all'ospedale di Piacenza: "Qui l'ortopedico era presente". 

17 gennaio, ore 15. Quindi la donna ha accompagnato il marito all'ospedale di Piacenza e verso le ore 15.00 sono state fatte le pratiche di accesso al pronto soccorso. Anche in questo caso all'uomo è stata fatta una lastra al ginocchio ed è stato confermata la presenza del liquido nel ginocchio.

17 gennaio, ore 18.15. Alla donna prima le hanno detto di aspettare l'ortopedico, ma verso le 18.15, le hanno comunicato che l’ortopedico non fa questi interventi (siringare il ginocchio) nel fine settimana perché danno priorità alle fratture e le hanno dato appuntamento per il mercoledì successivo.

17 gennaio, ore 19.15. Infine prima di essere dimesso, intorno alle 19.15, a Lorenzo Malaraggia è stato somministrato un altro antidolorifico con puntura a un braccio. Poi la moglie ha accompagnato il marito, ancora molto dolorante, a casa.

18 gennaio, ore 00.46. A mezzanotte e quarantasei minuti, la coppia si è messa a letto, ma prima la donna ha chiamato la Guardia Medica che avrebbe detto di non poter far nulla per un dolore al ginocchio e hanno consigliato alla donna di dare al marito un altro antidolorifico, una Takidol in bustina.

18 gennaio, ore 1.00. Verso l'1 di notte Lorenzo avrebbe "iniziato a farfugliare parole incomprensibili, come se fosse in atto
un ictus") e aveva le labbra bianche. Quindi la moglie, preoccupata, ha chiamato il 118. Lorenzo, ancora lucido, è salito sulla barella ed è stato accompagnato all'ospedale di Lodi. La moglie non ha seguirlo "perché in casa sarebbe rimasto da solo mio figlio di 10 anni". 

18 gennaio, ore 6.20. Alle 06.20 la donna ha ricevuto l'ultima telefonata da parte del marito in cui le diceva che non l'avevano ancora visitato.

18 gennaio, ore 7.30. Alle 07.30 quindi la donna ha chiamato l’ospedale e dal pronto soccorso le hanno detto che per visitarlo "ci voleva ancora del tempo".

18 gennaio, ore 8.40. La donna prende il figlio di 10 anni e lo accompagna dalla nonna. Poi lei raggiunge il marito in ospedale e verso le 8.40, ha visto che spostavano Lorenzo da una sedia a rotelle su una barella. La donna ha aspettato in sala d'attesa perché le hanno detto che non poteva entrare. Poi un'infermiera l'ha chiamata e le ha detto "pensavano che Lorenzo fosse svenuto, ma è andato in arresto cardiaco".

18 gennaio, ore 9.40 circa. Da lì i sanitari hanno proceduto alle manovre di rianimazione per 50 minuti e poi hanno dichiarato il decesso. A seguito dell'episodio, i sanitari hanno chiesto alla donna se il mio marito avesse problemi cardiaci ma lei ha risposto di no. Subito dopo le hanno detto che il marito aveva l'età per problemi cardiaci.

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