"L'indicazione che abbiamo avuto dalla struttura commissariale è di conservare un margine di circa il 30 per cento delle dosi ricevute in caso di variazioni o ritardi delle consegne. Domenica raggiungeremo i parametri previsti e rimarremo nella forchetta tra 60 e 70 per cento rispetto alle dosi consegnate, con ovvie oscillazioni perché la percentuale cala nel giorno di consegna". Lo ha detto Giacomo Lucchini, responsabile della campagna del vaccino anti Covid-19 in Regione Lombardia, rispondendo in audizione alla commissione sanità del Consiglio regionale.

In Lombardia superate le 100mila dosi di vaccino inoculate

Con la giornata di ieri la Lombardia ha superato le 100mila dosi inoculate, ed è ora prima in valore assoluto tra le regioni italiane (ma è tra le ultime in rapporto alle fiale ricevute, avendo una scorta decisamente maggiore. Lucchini ha ricordato che al momento arrivano circa 90mila dosi alla settimana e sono 340mila gli operatori e ospiti delle Rsa da vaccinare nella prima fase.

Ieri sono state iniettate 17mila dosi. Un incremento che è stato possibile grazie alla campagna nelle case di riposo che, dopo alcuni ritardi, è finalmente entrata nel vivo. " gestori delle Rsa hanno coinvolto il proprio personale nella somministrazione", ha comunicato Lucchini.

Prima fase chiusa entro febbraio, platea da allargare anche a disabilità

La prima fase del piano si completerà con la fine del mese di febbraio, mentre è in corso la pianificazione della fase 2. Uno dei temi in discussione è l'allargamento della platea delle persone da vaccinare con urgenza. "È emersa la necessità di allargare la popolazione da vaccinare anche alle Rsd e alla disabilità in genere, ma anche agli operatori che possono essere coinvolti come somministratori". Tra le prossime categorie da immunizzare ci sarebbero gli operatori della sanità militare e delle forze dell'ordine, ma anche il personale di centri diurni e assistenza domiciliare. Seguono anche farmacisti, dentisti, laboratori accreditati, informatori scientifici del farmaco".

Nella seconda fase dosi da raddoppiare, una struttura ogni 40mila abitanti

L'altro grande tema è quello della disponibilità di dosi. Quando i numeri della popolazione interessata aumenteranno sarà necessario "raddoppiare" il numero delle vaccinazioni quotidiane. "Il vaccino Pfizer arriverà in quantità maggiore", ha spiegato Lucchini, "si sta pianificando la fase 2, che in primis riguarda gli ultra ottantenni, che sono 700 mila in Lombardia, poi la fascia 60-79 in cui sono comprese 2 milioni di persone". Ultimo capitolo, la logistica. Il responsabile della campagna vaccinale ha assicurato che òe somministrazioni saranno svolte nelle aziende sanitarie, negli hub, in strutture temporanee come le primule predisposte dal governo, ma anche in altre strutture prestate come fiere o padiglioni. Servirà una struttura ogni 40mila abitanti.