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Covid 19
8 Novembre 2020
8:23

Lombardia, la Regione prova di nuovo a mandare i positivi nelle Rsa dopo la strage di marzo

I pazienti positivi al Covid ma che non necessitano più di cure ospedaliere ospitati nelle Rsa in attesa di negativizzazione. È quanto scritto in una lettera inviata da Ats Milano a diverse strutture assistenziali per anziani della Lombardia che riprende una delibera regionale dello scorso 15 ottobre. L’invito, si legge nella nota, comprende anche un tariffario che prevede un rimborso di circa 130 euro.
A cura di Giulio Cavalli
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Foto di repertorio
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Ci risiamo, di nuovo. Dopo la strage di marzo, arrivati impreparati alla seconda ondata e come se fossero assolutamente smemorati della prima il duo Fontana-Gallera decide di affidarsi ancora alle Rsa (residenze sanitarie assistenziali) per ospitare "il paziente risultato Covid positivo che non necessita o non necessita più di un ricovero in un reparto per acuti ma richiede controllo clinico e/o follow‐up stretto anche mediante eventuali esami strumentali, e/o richiede terapie definite di media complessità, ovvero terapie di tipo non interventistico, o rianimatorio ma terapie mediche". È tutto scritto nella delibera dello scorso 15 ottobre, la XI/3681, che Regione Lombardia ha steso in punta di penna per approntare modifiche alle delibere n. IX/1479/2011, e n. X/1185/2013 in ordine alle "cure sub-acute a favore di pazienti Covid positivi paucisintomatici" e alla “DEGENZA DI COMUNITA’ DI LIVELLO BASE PER PAZIENTI COVID ASINTOMATICI/PAUCISINTOMATICI”.

L'assessore Gallera nega, ma Ats Milano ha scritto anche alle Rsa

La notizia dei malati di Covid ancora una volta in quelle stesse RSA che hanno già pagato moltissimo in termini di vite umane l’errore di marzo ha agitato il Pirellone per tutta la mattina, dopo che il quotidiano “Domani” ne aveva dato notizia. La segretaria milanese del Partito Democratico Silvia Roggiani chiede "come è possibile che Regione Lombardia abbia già resettato dalla memoria la terribile tragedia consumata nelle RSA lombarde, complice la scellerata delibera dell'8 marzo? Si fa entrare il virus nei luoghi che più in assoluto vanno tutelati, questo è inammissibile. Ma quel che è peggio, lo si fa nella consapevolezza di averlo già fatto con conseguenze terribili". Risponde a stretto giro di posta l’assessore al Welfare Giulio Gallera bollando come “ignoranti” i critici e dicendo che "Regione Lombardia ha approvato una delibera specifica che conferisce alle Ats il mandato di individuare sul territorio lombardo 1500 posti letto per sub acuti e degenze di sorveglianza, in parte riconvertendo posti letto ‘no covid' e in parte mettendone a contratto di nuovi, proprio per accogliere ospiti positivi, asintomatici o pauci sintomatici, provenienti anche dalle strutture residenziali per anziani e disabili".

Peccato che Gallera probabilmente non abbia letto proprio la lettera di Ats Milano, indirizzata tra gli altri anche alle Rsa (che infatti confermano di averla ricevuta) in cui si specifica anche l’indennizzo giornaliero regionale: tra le altre cose si legge che "l’utenza è costituita da pazienti dimessi da strutture di ricovero e cura o provenienti da strutture residenziali sociosanitarie clinicamente stabili in attesa di negativizzazione o provenienti dal territorio che non possono rimanere al proprio domicilio" e fissa "in via sperimentale" una tariffa "giornaliera, in analogia a quanto già previsto con atti regionali, fissata in euro 130 al giorno omni comprensivi”. La Rsa Pio Albergo Trivulzio di Milano, tanto per citarne una che è stata un tragico esempio, ha ufficialmente comunicato di non avere ancora preso decisioni sull’invito dell’Ats.

“Ora Gallera nega la lettera mandata dall'Ats – dice a Fanpage.it la consigliera regionale del Pd Carmela Rozza – ma il tema è un altro ben più ampio: perché la Regione in vista di una seconda ondata non aveva individuato le strutture sanitarie che avrebbero dovuto occuparsi di questo? Come prevedi le rianimazioni – aggiunge Rozza – devi prevedere di avere anche strutture di bassa intensità. E invece finiscono ancora sulle Rsa. Non hanno assunto personale, non hanno previsto la necessità di reparti di degenza, non hanno pensato alle strutture che sul territorio sono chiuse o a trasformare ospedali. Nulla”.

Il M5s: Perseverare è diabolico

“Sbagliare è umano perseverare è diabolico! – dice a Fanpage.it Massimo De Rosa, capogruppo M5S Lombardia – ancora una volta Fontana e Gallera stanno provando a mandare i malati di Covid nelle Rsa, così si evince da una nota di Ats e da una delle ultime Dgr, come se quello accaduto nella prima ondata di questa emergenza fosse stato nulla. La Giunta lombarda non impara dall'esperienza, anzi, continua a compiere gli stessi errori drammatici e spaventosi. Questa volta scaricando la responsabilità, attraverso una Dgr confusa e generica, sulle Ats spingendole ad aprire le porte delle Rsa a i covid positivi, rischiando di condannare, ancora una volta, a fine certa centinaia di nonni". Continua De Rosa: "Quindi nemmeno ci mettono più la faccia ma i risultati disastrosi potrebbero essere gli stessi. Se fossimo stati in una situazione ottimale si sarebbe potuto ragionare sulle strategie, ma da questi personaggi e con le Ats messe come oggi non possiamo permetterci queste decisioni folli".

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