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“Libertà per Fabrizio Corona”: la petizione contro il suo ritorno in carcere raccoglie 57mila firme

Sono quasi 57mila le firme raccolte a sostegno di Fabrizio Corona, attualmente ricoverato in ospedale ma in procinto di tornare in carcere dopo la decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano. I giudici hanno revocato i domiciliari all’ex re dei paparazzi, che per protesta si è ferito e ha iniziato lo sciopero della fame e della sete. Le condizioni di Corona preoccupano il suo entourage, che ha lanciato una petizione online, dal valore simbolico, per chiedere che l’imprenditore 46enne non torni in carcere.
A cura di Francesco Loiacono
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Sono già quasi 57mila, ma il loro numero aumenta di minuto in minuto le firme raccolte dalla petizione a sostegno di Fabrizio Corona. Il 46enne imprenditore catanese è attualmente ricoverato nel reparto di Psichiatria dell'ospedale Niguarda di Milano, dov'è finito dopo essersi ferito per protesta a seguito della decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano di revocargli i domiciliari. In ospedale, dove è tenuto sotto osservazione, Corona ha iniziato lo sciopero della fame e della sete chiedendo di essere ascoltato dalla presidente del Tribunale di sorveglianza, Giovanna Di Rosa. Nella notte tra domenica e lunedì, inoltre, Corona secondo quanto affermato dai suoi avvocati si è nuovamente ferito al braccio con una biro, facendosi male nello stesso punto in cui si era procurato un taglio poi suturato con 14 punti dai medici.

La madre di Corona: Se muore ce l'avranno sulla coscienza

Le condizioni psicofisiche di Corona, che nel dicembre del 2019 aveva ottenuto il differimento della pena ai domiciliari per curare la sua patologia psichiatrica, sono definite preoccupanti dal suo entourage. "Non lo piegheranno, se lui ritiene di aver subìto un'ingiustizia è capace di lasciarsi morire", aveva dichiarato ieri il suo storico avvocato, Ivano Chiesa, a Fanpage.it. Lo scenario più cupo è stato evocato anche dalla madre dell'ex re dei paparazzi, che ieri nel corso della trasmissione tv "La vita in diretta" su Rai Uno ha dichiarato: "Mio figlio sta peggio, continua a farsi del male. Mi ribellerò finche avrò vita. Se muore ce l’avranno sulla coscienza", ha detto riferendosi ai magistrati.

La petizione a sostegno di Corona

I giudici del Tribunale di sorveglianza di Milano lo scorso giovedì hanno deciso che Corona dovrà tornare in carcere a causa di una serie di violazioni del regime speciale a cui era sottoposto. L'utilizzo dei social e alcune apparizioni in tv sono alcuni tra gli atteggiamenti contestati all'imprenditore 46enne, che però come sottolineato dal suo avvocato con i social lavora e dà da vivere alla sua famiglia (Corona è padre di un figlio avuto dal matrimonio con l'ex modella Nina Moric) e al suo staff. Proprio dallo staff di Corona è partita una petizione online a supporto dell'ex re dei paparazzi: "Libertà per Fabrizio Corona contro una carcerazione ingiusta". "Quale Giustizia è questa? – si legge nel testo della petizione, che ha un valore puramente simbolico – La legge non dovrebbe essere "Uguale per tutti"? È davvero così pericoloso il personaggio in questione? Tanto da meritare ancora la galera?". Tante le persone che finora hanno mostrato vicinanza, seppure virtuale, a Corona, un personaggio sempre molto divisivo ma che continua, come mostra anche questa petizione, a raccogliere consensi. Nel frattempo non è ancora chiaro quanti giorni resterà ricoverato in ospedale Corona e in quale carcere sarà trasferito se e quando verrà dimesso.

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