29 Novembre 2021
20:26

Le risposte degli esperti ai dubbi e alle domande dei cittadini sui vaccini anti-Covid

Dal vaccino in gravidanza alla variante omicron fino ai vaccini per i bambini: in Lombardia è stata organizzata una maratona con degli esperti per rispondere alle domande dei cittadini.
A cura di Ilaria Quattrone

"Stop ai dubbi": è questo il titolo della maratona social ideata da Regione Lombardia per rispondere a tutte le domande dei cittadini ancora incerti sul sottoporsi o meno alla vaccinazione anti-Covid. Per questa missione sono stati convocati sette esperti incaricati di sciogliere ogni dubbio. Erano presenti Sergio Abrignani, professore di Patologia generale all'Università degli Studi di Milano e Direttore Scientifico Ingm (Istituto nazionale di genetica Molecolare), Alberto Mantovani, direttore scientifico Istituto clinico Humanitas e professore emerito dell'Università Humanitas, Andrea Gori, professore ordinario di Malattie Infettive dell'Università di Milano e Direttore Uoc Malattie Infettive, Fondazione Irccs Ca' Grande Ospedale Maggiore Policlinico, Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, Marina Picca, presidente della società italiana delle cure primarie pediatriche della Lombardia

Di seguito alcune delle domande a cui hanno risposto gli esperti.

Dopo aver contratto l'infezione e aver ricevuto due dosi del vaccino, devo comunque fare la terza dose? 

"L'infezione vale come una dose di vaccino – spiega il professore Abrignani -. Chi è stato vaccinato, fa una sola dose. Su chi si infetta dopo due dosi, non c'è ancora una chiara indicazione sul fare una quarta immunizzazione. Sicuramente non prima dei sei mesi. Al momento stiamo accumulando dei dati e cercando di capire. Per esempio chi si è infettato a marzo/aprile 2020 ha fatto due dosi e molti hanno già fatto la terza dose. Sicuramente non fa male, però è tutto in evoluzione.

È possibile una verifica degli anticorpi per escludere la possibilità della terza dose? 

Sempre il professore Abrignani ha spiegato che tendenzialmente avere degli anticorpi alti è un buon segno di immunizzazione "ma non c'è un'evidenza certa che correli con la possibilità di non prendere il virus. Fate la terza dose senza guardare gli anti-corpi. Ha poco senso fare il dosaggio degli anticorpi a meno che non ci sia una severa immunodeficienza del paziente". Dello stesso avviso il professore Gori: "Avere una buona risposta, è positivo. Questo non deve però interferire sul timing della terza dose".

Ho contratto l'infezione più di un anno fa e per entrambe le dosi di vaccino, ho avuto molti effetti collaterali non gravi. È necessario effettuare un test sierologico o fare dei controlli prima della terza dose per evitare gli stessi effetti?

A rispondere alla domanda di questo cittadino è sempre il professore Gori: "Il test sierologico non ha alcuna correlazione con il timing della terza dose o con effetti collaterali. Prenoti la terza dose nei tempi corretti". Anche il professore Remuzzi ha spiegato che quando compaiono degli effetti significa che "il nostro organismo sta rispondendo come dovrebbe".

Avendo fatto due dosi di Moderna, la terza dose sarà Moderna o Pfizer? Ci sono controindicazioni se farò Pfizer avendo fatti due Moderna?

Il professore Abrignani ha spiegato che non vi è alcuna controindicazione al riguardo: "La terza dose viene fatta con un vaccino MRna, non c'è pericolo". E su chi è stato vaccinato con AstraZeneca, gli esperti spiegano che per i vaccini vettori virali "si tende a non fare più di due vaccinazioni perché essi stessi sono riconosciuti come estranei dal sistema immunitario. È molto meglio – spiega sempre Abrignani – fare la terza dose con un vaccino MRna".

È opportuno fare anche vaccino anti-influenzale? 

La risposta unanime degli esperti è sì: "In questo momento è importante che venga presa in considerazione la somministrazione del vaccino anti-influenzale – spiega il professore Gori -. Consiglio di farlo insieme. È importante acquisire copertura per entrambi virus. Qualora non si prevedesse a una somministrazione contemporanea bisogna aspettare qualche giorno, due settimane, o prima o dopo per effettuare vaccino anti-influenzale rispetto a quello anti-covid". Sul tema si è espressa anche la professoressa Picca che ha spiegato che, in ambito pediatrico, sia necessario tenere una distanza di quindici giorni: "Vale solo per il vaccino spray nasale, che è diverso rispetto agli intramuscolari".

Perché il vaccino ci costringe a continui richiami e nemmeno chi lo produce è sicuro dei suoi effetti? 

Il professore Mantovani ha spiegato che per il momento non è facile fare previsioni: "Ci auguriamo che con il richiamo ci sia una memoria di lunga durata, ma lo impareremo con il tempo. Non è vero che chi ha generato i vaccini, non conosce i suoi effetti. I vaccini a Rna messaggero proteggono in modo efficace dalla morte, un po' meno con la trasmissione, ma proteggono comunque contro questa. Questo è basata sulle sperimentazioni cliniche nei confronti di decine di migliaia di soggetti, ma anche sulle migliaia e migliaia di persone vaccinate. Il direttore Remuzzi invita poi tutti i cittadini a comprendere che la scienza è una materia in evoluzione: "Bisogna capire che la scienza non è un libro. Da un giorno all’altro una serie di cose cambiano. La medicina è fatta così".

Bisogna preoccuparsi della variante omicron?

Attualmente si sa ancora molto poco sulla variante e gli esperti di tutto il mondo stanno cercando di capire quale sia l'efficacia dei vaccini nel contrastare il nuovo ceppo virale: "Dalle notizie che sappiamo sembra che sia una variante che ha capacità di diffondersi in maniera veloce. Le prime notizie sono abbastanza rassicuranti – spiega il professore Gori -. Chi è stato sottoposto a una doppia dose di vaccino, non sembra sviluppare patologie gravi. Dobbiamo capire meglio sarà la capacità della variante di eludere l'azione del vaccino". Anche il professore Abrignani spiega che il pensiero comune è che i vaccini siano capaci di riconoscere la variante Omicron: "Tutto ci lascia penserà che sarà così". Infine il professore Mantovani invita a una riflessione: "Riflettiamo sul fatto che molte delle varianti, sono nate nei paesi a basso reddito. Io penso che sia saggio implementare un altruismo interessato: solidarietà per la sicurezza e per la nostra sicurezza".

L’inquinamento favorisce contagio da Covid?

L'inquinamento non trasporta il virus. A confermarlo è il professore Mantovani: "Vivere in un ambiente inquinato fa male. Il particolato che respiriamo questo inverno attiva una risposta che disorienta il nostro sistema immunitario, ma l'inquinamento non trasporta il virus".

Ho iniziato ad assumere un farmaco per la menopausa dopo le prime due dosi. Devo ricevere la terza dose. Ho familiarità per le malattie cardiovascolari. Quali sono i rischi? 

Sono veramente molto poche le situazioni che possono impedire di ricevere il vaccino e la familiarità con le malattie cardio vascolari non è tra questi: "C'è un rischio rarissimo di miocardite nelle persone giovani, più nei maschi che nelle femmine. È una patologia benigna che si risolve con degli antinfiammatori. Il covid invece – spiega il professore Mantovani – causa invece gravi problemi cardiovascolari e causa una miocardite gravissima".

Si può ricevere il vaccino durante l’allattamento? Quale vaccino è meglio fare?

Il vaccino è consigliato sia nelle donne in gravidanza che in allattamento: "Le mamme che allattano possono farlo – spiega la dottoressa Picca – e anche le donne gravide, ma meglio dal secondo trimestre in poi". E invece per quanto riguarda possibili squilibri ormonali e alterazione del ciclo mestruale, la professore spiega che per il momento non ci sono elementi che lasciano pensare a questo.

Per quanto riguarda il dosaggio ci sono indicazioni particolari? 

"No, non ci sono indicazioni particolari". Il professore Mantovani ha spiegato che Moderna ha una concentrazione molto più alta di Mrna messaggero: "La decisione che è stata fatta di fare terza dose con Moderna, è una decisione saggia".

Perché molti paesi europei non vaccinano Under 18? 

La scelta di vaccinare o meno è sempre frutto di un dialogo tra gli esperti e la comunità politica: "I grossi Paesi vicini – spiega la professoressa Picca – vaccinano tutti. Francia, Spagna e anche Germania e Regno Unito". I numeri italiani dicono che la popolazione di bimbi tra i cinque e gli undici anni è di poco più di tre milioni: "I numeri del ministero – spiega Picca – ci dicono che dall'inizio della pandemia a oggi abbiamo circa 250mila casi Covid con 1.400 ricoveri, di cui 36-37 in terapia intensiva e nove decessi. Sono numeri molto piccoli rispetto agli adulti, ma non possiamo non tenerne conto. Abbiamo poi delle complicanze che abbiamo conosciuto via via e anche alcuni aspetti che non conosciamo ancora come il long covid". Anche il professore Remuzzi spiega "Finora non si sono visti problemi nei bambini piccoli perché la dose a Mrna è dimezzata. Anzi le Miocarditi indotte da covid sono più gravi e difficili da curare. Dobbiamo coinvolgere le famiglie, ma vale anche per gli adulti".

Dopo una settimana dalla seconda dose a luglio, ho avuto dolori all gambe e forti mal di testa e il 21 settembre ho avuto una trombosi venosa. È una conseguenza del vaccino? 

Il mal di testa o i dolori alla gambe, dopo una settimana dalla seconda dose, sono del tutto normali: "Al contrario – spiega il professore Gori – una trombosi venosa che insorge dopo più di tre mesi dalla seconda dose del vaccino, non ha una relazione con la vaccinazione. Gli effetti collaterali a lungo termine dei vaccini, non sono stati evidenziati. Questi si sviluppano in tempi rapidi e successivi alla vaccinazione".

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