"Il mondo del lavoro è in emergenza, punto e basta. Lo dicono le storie di tante persone che si trovano in difficoltà, lo confermano i numeri". Filippo Poletti, giornalista e comunicatore, cura ogni giorno da quattro anni una seguita ‘Rassegna del cambiamento sul lavoro’ su LinkedIn attraverso la quale offre spunti di riflessione sul presente e sul futuro del mercato del lavoro. Per questo è stato nominato "Top Voice" da LinkedIn Italia, che lo ha incluso nel 2020 in una selezione di 15 creatori di contenuti da seguire.

"Ogni giorno segnalo una storia positiva legata al mondo del lavoro, ma mi capita anche di dare consigli o segnalare posizioni aperte. Lo faccio gratuitamente e per passione". A colloquio con Fanpage.it, Poletti delinea le difficoltà di chi cerca lavoro o è rimasto senza occupazione, nell'anno "nero" della pandemia di Covid. Un racconto che parte dagli ultimi dati, impietosi, ma anche dalle voci di uomini e donne che gli scrivono ogni giorno in cerca di consiglio.

Come esce il mondo del lavoro a Milano e in Lombardia da questo anno di crisi sanitaria?

Gli ultimi dati Istat relativi al trimestre luglio-settembre 2020 dicono che in Lombardia sono stati persi 106.828 posti di lavoro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le stime parlano di 175mila posti nei primi nove mesi del 2020. È come se il 12 per cento della popolazione di Milano avesse perso il lavoro. O due volte quella della città di Como.

Stiamo per vivere un'emergenza lavoro?

È evidente che nella seconda parte dell'anno la situazione è peggiorata drasticamente. Il dato che preoccupa è anche il numero dei disoccupati: in Lombardia sono saliti a 277.537 nel periodo luglio-settembre. Nel primo trimestre del 2020 erano 227.112. Parliamo di 50mila persone senza occupazione in più. È un aumento molto sensibile. E infatti il tasso di disoccupazione in Lombardia nel terzo trimestre è salito dal 4 al 6 per cento. Bastano questi numeri per dire che siamo in emergenza.

Chi sono le persone che scrivono in cerca di un consiglio?

L'identikit è piuttosto semplice. Sono soprattutto lavoratori over 45 con formazione media, laureati che in questo momento vivono una difficoltà. Quasi tutti hanno perso il lavoro e cercano aiuto. Rispetto a un anno fa c'è sicuramente più preoccupazione e tensione, sempre più persone sono a casa, la richiesta aumenta.

Quali sono i consigli per chi è rimasto senza lavoro?

La mia riflessione è che c'è un problema di offerta, ma c'è anche un problema di presentazione al mercato. Spesso vedo curriculum non riescono a raccontare la storia professionale al potenziale datore di lavoro. Vedo anche  un uso sbagliato dei social network, con la tendenza a sovrapporre vita privata e professionale. E poi servono naturalmente le competenze. In generale oggi c'è bisogno di persone che sappiano programmare il lavoro. Seguendo un master Mba al Politecnico ho notato che è questa la cosa principale che serve. Sono richieste soprattutto le competenze progettuali.

Conduci su LinkedIn anche un talk dedicato al lavoro, ‘New Normal Live'. Nel 2021 cosa ci aspetta? 

C'è grande preoccupazione per il 2021. Oggi il Cnel ha presentato un nuovo report sulla situazione del lavoro con dati allarmanti. Il timore riguarda soprattutto quello che potrebbe succedere dopo il 31 marzo, quando le aziende potranno licenziare. Si parla della più grande crisi del lavoro in epoca recente. E con una esplosione del tasso di disoccupazione, sarebbe a rischio tutto il sistema economico.