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9 Novembre 2021
6:00

La storia di Paolo Giorgetti, ragazzo di 16 anni rapito e ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1978

Sono passati 43 anni dal sequestro di Paolo Giorgetti, il ragazzo di 16enne rapito e ucciso dalla ‘ndrangheta il 9 novembre del 1978 mentre stava andando a scuola. Il suo corpo venne trovato carbonizzato nel bagagliaio di un’auto. A ricordarlo sono i suoi amici ed compagni di classe. Oggi l’aula di chimica del suo liceo a Meda, in provincia di Monza e Brianza, porta il suo nome.
A cura di Giorgia Venturini
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Doveva essere un giorno come tanti. Un'altra sveglia presto e un'altra corsa a scuola. Quella mattina però Paolo Giorgetti non fece in tempo a sedersi al suo banco della 3B al Liceo scientifico "Marie Curie" di Meda, in provincia di Monza e Brianza. Quello che accadde lo vide nel dettaglio il macchinista del treno delle 7.45 che stava ripartendo dalla stazione e alcuni ragazzi nella prima carrozza.

Era il 9 novembre del 1978, mancavano pochi minuti al suono della campanella a scuola e l'inizio delle lezioni. Paolo Giorgetti, figlio di 16 anni di un noto imprenditore della zona, come tutte le mattine era uscito di casa per andare al suo liceo a circa 300 metri di distanza. Stava percorrendo a piedi quei suoi pochi metri quando venne avvicinato da una macchina e bloccato da alcuni uomini: Paolo cercò di difendersi e di scappare ma cadde a terra. I rapitori lo presero e lo caricarono nel baule della Fiat 128 verde. "Dal finestrino di quel treno vidi la confusione del momento e una macchina ripartire a grande velocità", racconta quegli attimi a Fanpage.it il professore Angelo Valtorta oggi preside del Liceo "Volta" di Como e nel 1978 un amico di Paolo e studente al Liceo "Manzoni" di Milano. "Il treno si fermò subito dopo essere uscito dalla stazione perché il macchinista aveva visto tutto. Ogni minimo dettaglio. Io non vidi Paolo, vidi solo una grande confusione. Ma capimmo subito che si trattava di lui. Su quella prima carrozza qualcuno fece subito il suo nome. Eravamo quasi tutti ragazzi della sua età e a Meda ci conoscevamo tutti, frequentavamo lo stesso oratorio". Di Paolo non si ebbero più notizie fino a due giorni dopo quando il suo corpo venne trovato carbonizzato nel bagagliaio di un'auto a Cesate, alla periferia Nord di Milano. Lo identificarono dal suo moschettone porta chiavi attaccato ai pantaloni.

Il sequestro e l'arresto

Erano gli anni dei sequestri in Brianza. Così la ‘ndrangheta si manteneva: con il riscattato dei sequestri di figli di noti imprenditori della zona. Per questo gli investigatori per anni hanno pensato che l'obiettivo non doveva essere quello di uccidere Paolo ma di chiedere il riscatto. Alla famiglia però non arrivò nessuna chiamata. "Paolo è allergico ad ogni tipo di medicinale e soffre di difficoltà respiratorie, contattate il medico curante", era l'appello lanciato dalla famiglia ai rapitori nelle ore successive. Ma nulla è servito. Pochi mesi dopo sono scattate le manette per i rapitori di Paolo: venne condannato per l'omicidio il mandante Vincenzo Loielo, boss della ‘ndrangheta di Gerocame, paese in provincia di Vibo Valentia.

Chi era Paolo Giorgetti, il ricordo dei suoi amici

A ricordare Paolo oggi sono i suoi amici di allora: "Era un ragazzo semplice e riservato. Era educato ed era di compagnia", precisa Valtorta, ex professore del "Marie Curie" di Meda. "Allora eravamo tutti giovani, fu il nostro primo impatto con la morte. Fu terribile". Paolo frequentava la 3B e tra le sua compagne di classe c'era Wilma De Pieri oggi preside proprio di quel liceo di Meda che sia lei che Paolo hanno frequentato. "Le compagne di classe avrebbero detto che Paolo era un bellissimo ragazzo, i compagni che era un amico divertente. Spesso girava per Meda con la sua vespa. La sua semplicità ci faceva dimenticare che veniva da una famiglia benestante". A distanza di 43 anni anche la preside a Fanpage.it ricorda ancora quella mattina del 9 novembre: "Ero già in classe. Paolo non c'era ancora, ho pensato subito che fosse strano. Lui arrivava sempre in anticipo. Poi quelle sirene delle auto della polizia e carabinieri che riuscivamo a vedere dalla finestra dalle nostra classe. Nei successivi minuti entravano in classe per chiederci se c'era Paolo. Non ci volle molto per capire quanto stava accadendo".

L'aula di chimica del liceo di Meda intitolata a Paolo Giorgetti

Oggi l'aula di chimica del suo stesso liceo è intitolata a Paolo Giorgetti. Gli studenti che frequentano lo stesso liceo di Paolo, oggi in una nuova sede, si chiedono chi è il ragazzo che merita un targa fuori dal laboratorio. "Quando i miei studenti mi chiedevano di Paolo, raccontavo la sua storia. I ragazzi capiscono così che a volte la vita prende una piega diversa e che purtroppo ci sono persone che non fanno il bene". Poi la preside aggiunge: "In occasione dei 40 anni dall'anniversario della sua morte alcuni ragazzi hanno realizzato un servizio video su Paolo, a disposizione di chiunque voglia conoscere la sua storia". Poi conclude: "Certo che noi, suoi compagni di classe, non lo dimenticheremo mai. Paolo è come se fosse ancora con noi. Non è un caso che ogni anno, una sera del 9 novembre ci troviamo tutti insieme per una cena. Così è come se lui fosse lì con noi".

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